Il covid rallenta nel Lazio. Ma le ambulanze restano in fila

La curva del contagio nel Lazio sembra finalmente rallentare. Dopo un mese di marzo terribile, con l’indice di trasmissione RT che era schizzato a 1.31. Con la inevitabile conseguenza dello scivolamento in zona rossa per il Lazio. Per fortuna le cose adesso vanno meglio, e siamo sotto la fatidica soglia di uno. Che significa zona arancione almeno per i prossimi 15 giorni. Certo, c’è poco da esultare. Perchè bar e ristoranti ad esempio rimangono aperti solo per l’asporto. Mentre palestre, cinema e teatri sono letteralmente alla fame. Il problema maggiore però sembra rimanere quello del sovraffollamento delle terapie intensive e dei pronto soccorso, con file di ambulanze in attesa segnalate davanti a molti ospedali. Frutto proprio del picco dei giorni scorsi. Infatti secondo i dati ufficiali della Regione, i posti per i pazienti covid meno gravi ci sarebbero. Con appena il 30% della capienza dei letti occupati. Ma le cose vanno molto meno bene nelle terapie intensive. Dove in proporzione, la richiesta è nettamente maggiore. Così chi viene portato in condizioni critiche in ospedale per un ricovero, si trova ancora spesso a dover aspettare in ambulanza. Davanti all’ingresso, con il motore acceso. Per garantire nel frattempo riscaldamento, ossigeno e funzionamento dei macchinari di bordo. Una situazione al limite, che provoca stress e disagi tra i pazienti e gli operatori. E che dovrebbe essere risolta al più presto.

aLe camere di isolamento per i pazienti covid? Sono le ambulanze ferme davanti ai Pronto Soccorso

Dal Grassi di Ostia a Tor Vergata fino a Fiumicino. A Roma e nel Lazio terapie intensive al limite e ambulanze in fila

E’ lunga la lista degli ospedali sotto pressione per l’emergenza covid. Con i numeri che dal 5 al 25 marzo sono saliti vertiginosamente. E hanno messo di nuovo in crisi le terapie intensive. Così si sono riviste le file delle ambulanze davanti ai pronto soccorso, con i pazienti a bordo. In attesa che si liberi un letto. Scene che speravamo appartenessero al passato, ma che purtroppo si registrano anche in queste ore. A distanza di oltre un anno dallo scoppio della pandemia. Da parte sua l’assessore regionale alla salute Alessio D’Amato ha annunciato di aver varato un novo piano, che garantirebbe fino a 4 mila posti per i ricoveri ordinari covid, e 450 nelle terapie intensive. Ma intanto il 5 marzo c’erano 1872 ricoverati e 248 pazienti gravi. Che il 5 aprile sono diventati rispettivamente 3095, e 396 in terapia intensiva. Con un incremento di oltre il 50% in appena un mese. Così secondo quanto riporta Roma Today, i mezzi di soccorso sarebbero rimasti in coda al Grassi di Ostia la sera del 6, del 7 e dell’8 aprile. Ma analoghi problemi si sarebbero riscontrati anche a Fiumicino. E in diversi altri nosocomi romani. Mentre fonti sanitarie riportate dallo stesso sito raccontano che, negli ultimi giorni, al Casilino ci sarebbe “una media di 8 ambulanze ferme. Al Policlinico di Tor Vergata 12, al Gemelli 3, al San Filippo 2, al Pertini 14”. Mentre all’ospedale Grassi ci sarebbero pazienti “in codice rosso bloccati in ambulanza. Pazienti gravi che avrebbero bisogno di assistenza immediata” e dall’ospedale Vannini avrebbero “mandato richiesta di non portare pazienti per carenza di postazioni di ossigeno”. Il Lazio sarà anche arancione, ma per i ricoveri covid più gravi purtroppo è ancora allarme rosso.

https://www.romatoday.it/attualita/ambulanze-pronto-soccorso-roma-tempo-reale.html

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