Il direttore del Policlinico Umberto I di Roma: “La manovra ci aiuta a fronteggiare i costi aumentati”

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Aver previsto in manovra 1,4 miliardi per il caro energia, su un totale di 2 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale nel 2023, “dal nostro punto di vista è un segnale positivo. Nella misura in cui rispetto a un problema specifico è stata data una risposta puntuale e specifica. Ovvero, in riferimento a un maggior costo che ha ‘un nome e un cognome’, la manovra individua risorse destinate a questo”. Così il direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma, Fabrizio d’Alba, commentando all’Adnkronos le misure per la sanità contenute nella bozza del testo della legge di Bilancio 2023. Quello del caro energia “è un problema reale di questi mesi, perché i bilanci dei nostri ospedali” e delle strutture sanitarie “si sono appesantiti di voci di costo non programmate. E questo – sostiene – è un extra-finanziamento che aiuta a fronteggiarli”.

Il direttore del Policlinico: qualche segnale si comincia a vedere

“Quanto poi alla capacità di questo finanziamento di coprire tutto l’extra-costo derivante dal caro energia – sottolinea – evidentemente dobbiamo vedere quali saranno i costi. Costi che, come abbiamo osservato, in questi mesi hanno subito delle fluttuazioni importanti. Qualche segnale si comincia a vedere, anche se noi non lo vediamo dalle bollette, ma da quello che leggiamo sui giornali. Dunque la nostra funzione di programmazione economica dovrà tenere conto di ciò che si verificherà durante l’esercizio e potremo fare una valutazione della consistenza del finanziamento solo nel tempo”.

Il Sistema sanitario meriterebbe qualche risorsa aggiuntiva

Rispetto invece all’incremento complessivo del Fondo sanitario nazionale, secondo D’Alba quello 2023 “non mostra un cambiamento sostanziale delle somme che avevamo nel pre-Covid. E, poiché la pandemia ha rappresentato una gestione straordinaria, oggi torniamo a una gestione e a una valutazione ordinaria di quelli che erano i finanziamenti del Ssn. Certo – conclude – riteniamo che il sistema sanitario meriterebbe risorse aggiuntive. Anche come elemento di garanzia per portare avanti quelle che sono le linee strategiche legate al Pnrr. Che non è solo un piano di investimenti, ma è un piano di revisione di alcuni settori del Servizio sanitario nazionale”.

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