Il “generale” Cerasa dal salotto invita a fornire tank e aerei all’Ucraina per il “contrattacco”

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Fa una certa impressione, e farebbe anche sorridere se non parlassimo di una tragedia immensa, Claudio Cerasa che dalla sua comoda redazione del Foglio, del quale è direttore, dispensare norme e ricette su come vincere la guerra in Ucraina. “Il generale Cerasa – ha scritto qualcuno – illustra le strategie di guerra dal comando del battaglione Salotto”. Armi – “offensive” precisa – carri armati, aerei, tutto da dare agli ucraini “per difendersi e contrattaccare contro l’esercito russo”. Insomma, scatenare la terza guerra mondiale. Non capiamo perché questo stesso zelo bellicistico non lo abbiamo visto nei confronti della Serbia, quando aerei stranieri – anche noi – bombardavano le città civili anche con uso di armi proibite, come le bombe a grappolo, oppure perché non abbiamo armato Ungheria e Cecoslovacchia in analoghe invasioni.

Cerasa dimentica alcuni fatti importanti

Due obiezioni al libro dei sogni di Cerasa. Intanto neanche con tutte le armi del mondo l’Ucraina riuscirebbe a contrattaccare, giacché l’esercito russo è infinitamente più grande e moderno di quello ucraino. Soffermiamoci un attimo poi sui carri armati e soprattutto sugli aerei. Come glieli daremmo questi mezzi? Perché se glieli consegnassimo al confine polacco e rumeno i russi se ne accorgerebbero e li distruggerebbero a terra. Come fecero gli americani con aerei e aeroporti in Serbia, distruggendoli a terra. Poi chi li piloterebbe questi aerei? I piloti da caccia ucraini sono pochissimi, e se li pilotassero mercenari stranieri – che tali verrebbero considerati – ecco la citata terza guerra mondiale. E una colonna di tank Nato che si dirigesse da Polonia o Romania averso l’Ucraina, ugualmente verrebbe fatta fuori dai Mig russi.

Così Usa, Uk e Francia potranno continuare a essere i primi tre venditori di armi a Kiev

Non ci si deve scandalizzare della posizione di Cerasa, perché è la stessa del nostro governo, di Biden, di Johnson, di Macron. Ma se riflettiamo e andiamo a vedere l’ex-import si armi, si scoprirebbe che i primi tre fornitori di armamenti a Kiev sono Usa, Regno Unito e Francia. Ma noi no. E che quindi è abbastanza chiaro chi ha interesse al prosieguo della guerra e chi invece ci avrebbe tutto da perdere. I giornalisti, gli opinionisti, i “blogger”, come si dice ora, dovrebbero al contrario evitare di soffiare sulle braci e capire che va raggiunto subito un cessate il fuoco, che le armi devono tacere. Diplomazia, colloqui, accordi debbono prendere il posto di aerei e carri armati. In guerra ci sono solo morti e feriti, non ci sono mai vincitori. E noi dovremmo saperne qualcosa.

(Foto: il foglio)