Il governo chiama i militari a occuparsi della gestione dei vaccini

vaccini pratica di mare (2)

Il governo capisce che non potrà gestire la questione dei vaccini e si affida ai militari. Sarà infatti il sito della Difesa a Pratica di Mare il centro nazionale di stoccaggio per la campagna di vaccinazione anti-Covid 19 che il governo italiano sta approntando. Lo annuncia, d’accordo con il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ed il ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Straordinario all’emergenza Domenico Arcuri. Un sito intermodale militare, di ampie dimensioni, ottimale per la successiva distribuzione dei vaccini, in grado di accogliere vettori aerei, elicotteri e baricentrico per la connettività stradale.

I militari concentreranno i vaccini a Pratica di Mare

Le fiale di vaccino verranno concentrate nel sito, in cui sono disponibili ricoveri di ampie dimensioni, che garantiranno la massima efficacia per la conservazione e i massimi livelli di sicurezza per i quantitativi di vaccino. I vaccini saranno poi da lì distribuiti, a cura delle Forze Armate con differenti vettori, ai numerosi punti di somministrazione che il piano ha previsto su tutto il territorio nazionale, di nuovo nelle condizioni di massima sicurezza.

Ippolito: si faccia della chiara informazione

Ma ci saranno altri problemi sui vaccini. Per battere la paura del vaccino anti Covid, “più che la costrizione conta la convinzione a vaccinarsi. E quindi è fondamentale una campagna di comunicazione pubblica. Che spieghi chiaramente quali sono i vantaggi e i rischi: minimi, ma ci sono anche quelli. Ben vengano quindi le discussioni pubbliche e anche le polemiche sulla necessità di maggiore trasparenza nella comunicazione. Sia dei dati clinici, sui meccanismi di distribuzione, sulle priorità da seguire, sull’opportunità di derogare alla disciplina sulla tutela della proprietà intellettuale”. E’ quanto si legge nell’editoriale, firmato dal direttore scientifico del Lazzaro Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, insieme a Salvatore Curiale, esperto di comunicazione scientifico, sul sito Scienza in Rete.

La paura dei vaccini potrebbe essere un problema

La paura del vaccino è un “problema per nulla secondario. I sondaggi in tutto il mondo mostrano che un numero consistente di persone rifiutano il vaccino. O semplicemente pensano che non sia ancora sicuro e non sono intenzionati a vaccinarsi, almeno all’inizio. E quando, come in molti Paesi tra cui gli Stati Uniti, il semplice indossare la mascherina sembra un atto politico anziché una misura di salute pubblica, diventa essenziale una leadership responsabile e una comunicazione attenta ed efficace”, scrivono Ippolito e Curiale. Da qui la necessità di trasparenza sui diversi temi accennati. Che, “anche se spesso molto tecnici, riguardano tutti, e si dewvono discutere apertamente e pubblicamente, soprattutto in un Paese come il nostro.

Difficile sfida per vaccinare tutti

I due autori ricordano l’incredibile corsa al vaccino “che non ha precedenti”. Visto che “in meno di un anno si è arrivati dalla scoperta di un nuovo patogeno, il Sars-Cov-2, ad avere a disposizione diversi vaccini per combattere l’infezione. Adesso però inizia un’altra corsa, non meno complessa e delicata. Passare dal vaccino alla vaccinazione effettiva, superando ostacoli, distorsioni di mercato, esitazioni e dubbi dei cittadini, nazionalismi e interferenze economiche e geopolitiche”.

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