Il Lazio istituisce il Garante degli Anziani: la Regione approva la legge e fa scuola in Italia

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Il Lazio ha istituito il Garante regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane, trasformando in legge una battaglia di civiltà che punta a dare più forza, ascolto e protezione agli over 65. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge n. 187, presentata dai consiglieri Colarossi e Simeoni, con 31 voti favorevoli e voto unanime.

Il voto alla Pisana

La svolta è arrivata alla Pisana, dove il Consiglio regionale del Lazio ha dato il via libera definitivo alla nascita di una nuova figura di garanzia. Non un incarico simbolico, ma un presidio istituzionale pensato per vigilare sulla piena tutela dei diritti delle persone anziane residenti, domiciliate o presenti anche temporaneamente nel territorio regionale. La legge individua come destinatari gli over 65.

Una tutela senza bandiere

Il senso politico del provvedimento sta nella sua trasversalità. La tutela degli anziani non appartiene a una parte, non può essere ridotta a slogan e non dovrebbe accendersi solo davanti alle emergenze. Il percorso era stato accompagnato anche dal Garante dei diritti delle persone anziane di Roma Capitale, Laila Perciballi, che aveva rivendicato la necessità di una protezione capace di coinvolgere istituzioni, Comuni, ordini professionali, sindacati e associazioni.

Dal percorso romano alla legge regionale

Il cammino era partito ufficialmente il 5 marzo 2025 proprio in Consiglio regionale, con un confronto tra istituzioni, esperti e cittadini. Da quel momento la proposta ha preso corpo fino al voto finale. Il risultato è una legge che porta il tema della Terza Età fuori dalla retorica e dentro l’agenda amministrativa: solitudine, fragilità, accesso ai servizi, discriminazioni e abusi diventano materia di controllo pubblico.

Il Lazio come modello nazionale

Con questa approvazione, il Lazio prova a indicare una strada anche alle altre Regioni. L’obiettivo politico più ambizioso resta quello di arrivare, un domani, a un Garante nazionale della Terza Età, capace di coordinare le figure regionali e ridurre le disuguaglianze territoriali. Perché un anziano non può essere più tutelato in una Regione e meno in un’altra.

Ora la prova dei fatti

La legge è passata. Adesso comincia la partita più difficile: farla funzionare. Il Garante dovrà avere autorevolezza, strumenti, ascolto reale dei territori e capacità di incidere quando la macchina pubblica lascia indietro chi è più fragile. Il Lazio ha messo nero su bianco un principio: gli anziani non sono un capitolo di spesa, ma cittadini con diritti pieni. Sta alla politica dimo