Il Mio Italia: lo stanziamento di 5 miliardi per il settore è ridicolo, ne servono almeno 30

bar e ristoranti in perdita

“Siamo in piena pandemia economica come predichiamo inascoltati da due anni, il Governo non può negare l’evidenza dei fallimenti, dei locali vuoti, del caro-bollette, degli indicatori che certificano tutto ciò e agire di conseguenza. Il Governo non può tentennare come sta facendo dalla fine dell’estate. Lo stanziamento annunciato di circa cinque miliardi non servirà a nulla, nemmeno a prolungare l’agonia di chi sta per fallire. Il centro studi di Mio Italia ha stimato la necessità di mettere in campo 30 miliardi di euro. E per fare questo serve uno scostamento di bilancio. Il Governo lo sa, non può non avere queste cifre». Lo hanno detto  Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità e Ferdinando Parisella segretario nazionale.
«Se siamo arrivati a questo punto, la responsabilità non è solo del Covid, ma soprattutto di scelte politiche miopi e suicide nei confronti del Paese reale. In un’azienda il responsabile di tale débâcle sarebbe accompagnato alla porta e nemmeno tanto gentilmente. Nell’azienda Italia, invece, i responsabili continuano a fare danni, mentre le piccole imprese affogano sotto il peso di bollette aumentate anche del 500%, del fisco-vampiro e del fatturato diminuito del 55% e più. Servono 30 miliardi di euro. Sono tanti, certo, ma questa è la cifra corretta. Tutto il resto sono chiacchiere, fumo negli occhi. Lo sa bene l’Italia che produce, umiliata ogni giorno dall’Italia dei palazzi e dei garantiti», hanno concluso Paolo Bianchini e Ferdinando Parisella.

Gli esponenti del Mio Italia hanno aggiunto che “secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro studi di Mio Italia, nel mese di gennaio hotel, ristoranti, bar, pizzerie, pub e cocktail bar hanno perso circa il 55% del fatturato rispetto allo stesso periodo ante-covid. La tendenza si conferma negativa, come anticipato nella nostra precedente analisi di fine dicembre 2021. Del resto, i locali sono vuoti è evidente a tutti e gli alberghi nelle città d’arte, che lavorano tutto l’anno, idem. Questi ultimi possono contare su qualche misera entrata nei fine-settimana, con la quale non si coprono nemmeno le spese.

Al quadro, già a tinte fosche, va aggiunto il salasso-bollette, con aumenti non sostenibili, compresi in una forbice che va dal 100 al 300%. Stiamo registrando punte anche del 500% e più, riguardanti alcune strutture alberghiere. Il Centro studi di Mio Italia sta elaborando gli ultimi dati proprio in questi giorni”, ha spiegato Paolo Bianchini. “Alla luce di tutto ciò, è chiaro che l’intervento governativo arriverà ancora una volta troppo tardi”, ha concluso Paolo Bianchini.