Il PD contro il PD a Ostia: la sinistra divisa tra roulotte, dignità e comunicati indignati
A Ostia il Partito Democratico ha deciso di innovare la politica italiana: non più maggioranza contro opposizione, ma maggioranza contro sé stessa. Un esperimento interessante, se non fosse che riguarda persone senza casa e una crisi amministrativa vera.
La vicenda è questa: il Municipio X, guidato dal PD, prova a sistemare una decina di famiglie senza dimora spostando roulotte e camper in un’area sul lungomare. Un intervento presentato come temporaneo, ordinato, persino dignitoso. E subito arriva il fuoco amico. La consigliera regionale PD Emanuela Droghei interviene pubblicamente per dire che no, così non va: un’area di sosta non è inclusione, è solo marginalità parcheggiata, da un’altra parte, con delibera. Tradotto: invece di risolvere il problema, lo istituzionalizziamo con una fontanella e qualche bagno chimico.
Il risultato è il capolavoro della politica progressista romana, una scena che ricorda quei gruppi WhatsApp di famiglia dove tutti sono d’accordo sul fatto che qualcosa non funzioni, ma ognuno propone una soluzione incompatibile con quella dell’altro. Solo che qui non si parla di dove fare il pranzo di Pasqua, ma di gestione sociale.
Il Municipio parla di dignità, ordine, sicurezza, riqualificazione. Ma spostare delle roulotte per Emanuela Droghei non è risolvere il problema e sottolinea che invece servirebbero percorsi veri, autonomia, inclusione. Il Comune manda commissioni per “mettere una pezza”, che a Roma è ormai una categoria amministrativa: non soluzione, ma cerotto istituzionale.
Il PD romano continua così a perfezionare la sua specialità: trasformare ogni decisione amministrativa in un dibattito interno. E ogni dibattito interno in un problema politico. Alla fine la domanda resta semplice: chi governa davvero? Perché quando un partito deve convincere prima sé stesso e poi i cittadini, spesso non convince nessuno. E Ostia, nel frattempo, resta lì. Con le roulotte, le proteste e l’ennesima riunione convocata per decidere come spiegare perché non si è deciso.