Il sindacato di Polizia avvisa il ministro Cartabia: no a ultime nomine in “zona Cesarini”

corpo polizia penitenziaria (2)

Il Sappe “diffida” il governo e in particolare il ministro della Giustizia. “Mi auguro che il ministro della Giustizia Marta Cartabia non proceda a presentare, in uno degli ultimi consigli dei ministri del governo Draghi, provvedimenti per la nomina, ‘in zona Cesarini’, di nuovi dirigenti generali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Al di là della dubbia opportunità, si tratterebbe della peggiore tradizione dei vecchi sistemi politici-partitici. Che contrasterebbe con lo spirito che ha animato il governo Draghi fino ad oggi”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Malcostume già utilizzato in passato al ministero

“E’ già successo in passato che alcuni esecutivi, nell’ultimo consiglio dei ministri, hanno provveduto a nominare nuovi dirigenti generali nella pubblica amministrazione come ultimo atto della attività al dicastero – continua -. Questo spero e mi auguro che non si ripeta, anche per rispetto della volontà popolare che ha consegnato all’Italia una nuova maggioranza politica, un nuovo parlamento ed un nuovo governo”. Capece auspica infine un netto cambio di passo nelle politiche penitenziarie del Paese. “Al nuovo ministro della Giustizia che verrà (e, immagino, al nuovo Capo del Dipartimento, com’è nella logica della la pratica politica per cui i vertici della pubblica amministrazione vengono sostituiti al momento dell’insediamento del nuovo governo) chiedo di avere quel coraggio che non hanno avuto i loro predecessori.

Appello al nuovo governo per le carceri

E che modifichino l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane”. “Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante. E lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria. Che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti – conclude -. Servono con urgenza provvedimenti”.

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