Il terremoto Palamara travolge l’associazione magistrati

Associazione magistrati

Terremoto ai vertici dell’associazione magistrati. E’ a un passo dallo scioglimento – dopo la pubblicazione delle ultime intercettazioni che coinvolgono anche Area la corrente progressista delle toghe, sempre nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara – la Giunta dell’Anm, dopo che oggi si sono dimesse la corrente di Area e quella di Unicost, con il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo. La riunione delle toghe è durata oltre nove ore e il parlamentino è stato aggiornato a lunedì.  Si cercherà un accordo su nuovi equilibri o per ricompattare la Giunta.

All’interno della Giunta – il cui presidente e segretario erano rispettivamente Poniz di Area e Caputo di Unicost – al momento resta solo la corrente di Autonomia e Indipendenza. Domani i gruppi faranno valutazioni interne per capire come proseguire e vedere se c’è una nuova maggioranza o equilibri tali per cui una nuova giunta possa traghettare l’Anm fino alle nuove elezioni a fine ottobre. Il consiglio del comitato direttivo centrale dell’Anm è stato convocato per dopodomani, lunedì, alle 19.

Associazione magistrati in bilico

“Non si può pensare che noi siamo rimasti o vogliamo rimanere in sella ed esporci ad attacchi ingiustificati. Tutti sanno che l’emergenza ci ha costretti un lavoro difficilissimo. Se qualcuno pensa che la proroga nella quale ci siamo trovati nostro malgrado serva a una gestione per proteggere una posizione o mantenere l’assetto di rapporti politici, è una cosa che non si può tollerare”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Poniz, in apertura del comitato direttivo centrale, ha replicato alle accuse rivolte ai vertici dell’Anm, che sono in regime di ‘prorogatio’ dato che le elezioni, previste a marzo scorso, sono slittate a causa dell’emergenza sanitaria. A chiedere che il voto si tenga al più presto, a luglio, è stata Magistratura Indipendente. Che ha ritenuto l’attuale giunta delegittimata, anche in relazione a quanto emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta di Perugia.

“Non un minuto di più”

“Non vogliamo stare un minuto di più – ha assicurato Poniz – la richiesta di anticipare il voto l’avrei fatta subito. Io e il gruppo di Area siamo a disposizione riteniamo che questa esperienza non possa proseguire. Ci mettiamo a disposizione ma evitando che questa situazione sia usata strumentalmente per attaccare l’Anm. Il nostro è solo un gesto di responsabilità per consentire alla giunta di funzionare e andare al voto quanto prima nell’interesse di tutti. E così consentire all’Associazione di sottrarsi a questi attacchi che nuocciono a chi li fa e naturalmente a tutti noi che lavoriamo con massima serietà e rigore”.

Per approfondire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

  • Enrico Brogneri scrive:

    Ogni mistero ha le sue menti raffinatissime: Cossiga, per esempio, da persona intelligentissima, non stimava “il tonno” Palamara soltanto perché riteneva che quel suo modo troppo disinvolto di intrattenere rapporti con la classe politica costituisse un serio rischio di venire scoperti.