“Il tuo cliente ci deve 30 mila euro”, avvocato sequestrato e picchiato: fuga sulla Pontina da Terracina a Nettuno

Commissariato polizia Anzio

Il Gip del Tribunale di Velletri ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gli elementi raccolti dalla Procura.

Lo hanno caricato con la forza su un SUV Maserati, lo hanno picchiato e costretto a seguirli per convincerlo a pagare un presunto debito da oltre 30mila euro. Vittima della vicenda un avvocato di Terracina, finito nel mirino di due uomini perché ritenuto il garante di un cliente che, secondo loro, non avrebbe risarcito i danni provocati a un’auto presa a noleggio.

Un sequestro durato poche ore, ma che ha fatto scattare una vasta caccia all’uomo tra Terracina, la Pontina e il litorale romano, conclusa a Nettuno con l’arresto di due romani di 30 e 32 anni. Ora il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri ha convalidato gli arresti, disponendo per entrambi la custodia cautelare in carcere.

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Il sequestro dell’avvocato e la fuga sulla Pontina fino a Nettuno

I fatti risalgono al pomeriggio del 14 luglio, quando ai Carabinieri della Compagnia di Terracina arriva la segnalazione del rapimento di un avvocato del posto. La segnalazione riferiva che il legale era stato aggredito, picchiato e costretto a salire su una Maserati Levante di colore celeste con targa straniera, poi partita in direzione di Latina lungo la strada statale Pontina. L’allarme viene immediatamente esteso a tutte le forze di polizia. Scattano posti di controllo e ricerche lungo le principali vie di fuga, con il coinvolgimento anche dei reparti investigativi.

Le ricerche si concludono alcune ore dopo a Nettuno, nel parcheggio di un fast food di piazzale Kennedy. Sono gli agenti del Commissariato di Anzio a individuare il suv segnalato. Accanto all’auto trovano i due sospettati e l’avvocato. I tre vengono accompagnati negli uffici di polizia per ricostruire quanto accaduto. Determinante sarebbe stata la prontezza del professionista che, pur sotto il controllo dei sequestratori, è riuscito a utilizzare il proprio cellulare per lanciare una richiesta di aiuto, consentendo agli agenti di localizzare il veicolo.

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Il movente: un’auto a noleggio danneggiata e il debito da 30mila euro

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha ricostruito il presunto movente. L’avvocato aveva messo in contatto i due indagati con un proprio cliente, garantendo per il noleggio di un’automobile. Durante l’utilizzo, però, il veicolo era stato danneggiato. A quel punto il cliente avrebbe rifiutato di pagare il risarcimento richiesto, quantificato in oltre 30mila euro. I due uomini avrebbero così deciso di rivalersi sul professionista, pretendendo che fosse lui a recuperare o versare il denaro.

L’attività investigativa, condotta dal Commissariato di Anzio con il supporto dei Carabinieri di Terracina e della Squadra Mobile di Roma, ha portato all’arresto dei due romani. Il Gip del Tribunale di Velletri ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gli elementi raccolti dalla Procura.

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