Il virus infuria: 616 morti. Aumentano i ricoveri. Sfioriamo gli ottantamila morti

malato ospedale virus (2)

Il virus non dà tregua. Sono 14.242 i nuovi casi di coronavirus e 616 i morti in 24 ore. E’ quanto emerge dai dati forniti dal ministero della Salute sulla diffusione del contagio. In totale dall’inizio dell’emergenza sono state contagiate 2.303.263 persone e ne sono morte 79.819. Sono 16.035 i dimessi/guariti in 24 ore che portano il totale delle persone che dall’inizio dell’emergenza hanno superato il virus a 1.633.839. Sono 3.953 in meno gli attualmente positivi, ovvero le persone con covid-19 in carico al sistema sanitario nazionale. In totale a oggi in Italia sono 575.979 le persone positive al Sars Cov2. Il tasso di positività è al 10% secondo quanto emerge dai dati diffusi dal ministero della Salute sulla situazione del contagio. Sono infatti 14.242 i nuovi casi a fronte di 141.641 tamponi eseguiti.

Il virus colpisce anche nel Lazio

Oggi nel Lazio su oltre 13 mila tamponi (+2.702) si registrano 1.381 casi positivi (+127), 42 i decessi (-3) e +1.633 i guariti. Diminuiscono i decessi e i ricoveri, mentre aumentano i casi e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10% ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende a 4%. I casi a Roma città sono a quota 800″. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato nel bollettino al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Non illudiamoci, per ora non andrà meglio

Ma non illudiamoci. “Almeno per 1-2 mesi le terapie intensive saranno ancora piene. Questo è quello che possiamo prevedere vedendo l’andamento epidemiologico e quello che ci riferiscono i vari ospedali. Solo tra due mesi, forse, potremmo vedere qualche posto letto in più libero nelle rianimazioni”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Alessandro Vergallo, presidente del sindacato dei medici anestesisti e rianimatori Aaroi-Emac, facendo il punto sulla situazione delle rianimazione degli ospedali italiani. Per quanto riguarda l’alto numero di decessi che ancora si registra in Italia ogni giorno, il presidente dell’Aaroi-Emac chiarisce “che la percentuale dei decessi in terapia intensiva, rispetto alle persone ricoverate in rianimazione, è variabile ma si attesta intorno al 40% di media. 

Critiche anche le terapie intensive

“L’occupazione delle terapie intensive – sottolinea Vergallo – non è mai scesa sotto la soglia di rischio. E quello che sta accadendo in questi giorni l’avevamo previsto. Al momento non c’è infatti da aspettarsi una diminuzione dei ricoveri in area media e, appunto, in rianimazione come accadde a marzo. Questo perché le misure messe in campo sono più morbide rispetto alla prima ondata. Ora è chiaro che le vaccinazioni anti-Covid potranno avere un effetto sulle terapie intensive solo tra 5-6 mesi, non prima di giugno. Quindi non illudiamoci”.

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