“Immagini e pensieri” della pandemia in mostra all’Arco di Malborghetto su via Flaminia

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Fino al 19 dicembre, presso il casale dell’Arco di Malborghetto in via Flaminia, sarà possibile visitare la mostra fotografica di Andrea De Ieso “Dark Nature – Immagini e pensieri dalla mia Pandemia”. Un diario intimo dell’esperienza del lockdown del 2020 in trenta scatti, evocato con immagini di nature morte e di Roma deserta. De Ieso, da sempre esperto di macrofotografia – insetti, piante e forme inconsuete e irregolari della natura – ha cercato di sottolineare il contrasto tra i colori vividi di cose inanimate e quelli, in bianco e nero, della città ferma e vuota di quei giorni. La mostra, in collaborazione con il Parco di Vejo, darà la possibilità anche di scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Soprintendenza Speciale di Roma sulla Via Flaminia.

Il luogo di Malborghetto legato alla battaglia tra Costantino e Massenzio

Luogo legato alla discesa, lungo questa strada, delle truppe di Costantino da settentrione, per opporsi a quelle dell’imperatore Massenzio. L’arco quadrifronte di Malborghetto è il monumento onorario che lo stesso Costantino volle costruire in memoria del sogno fatto alla vigilia della battaglia in questo luogo. È qui, dove organizzò il suo accampamento, che si tramanda che abbia visto nel cielo al tramonto il segno della croce. E che “durante il sonno viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di Dio e di dar battaglia”. Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312, Costantino infatti sbaragliava ai Saxa Rubra l’esercito del rivale. Lo stesso Massenzio periva nelle acque del Tevere. A seguito di questa vittoria, nel 315, il Senato Romano fece erigere nell’Urbe l’arco bifronte presso il Colosseo e nel Suburbium quello di Malborghetto.

La complessa storia del borgo

In origine l’arco era quadrifronte a pianta rettangolare, su quattro pilastri in laterizio, coronato da un attico a copertura piana. Nel corso del tempo l’arco ha subito numerose trasformazioni sia strutturali che funzionali. Nell’XI secolo è stato riadattato a chiesa fortificata dedicata alla Vergine. E, nel XIII secolo, è stato inserito nella cinta muraria di un castrum, denominato Burgus San Nicolai de arcu Virginis. Fino al XV secolo fu parte delle difese dello Stato Pontificio. Ma dopo essere stato distrutto durante le lotte tra gli Orsini e i Sacrofanesi, fu trasformato in casale e circondato dalle rovine del Borgo. Assumendo la denominazione di Malborghetto o Borghettaccio.

Gli orari per la visita, che è  gratuita

Nel 1567 poi viene restaurato dallo speziale (aromatarius) milanese Costantino Petrasanta e poi nel XVIII secolo adattato a Stazione di Mezza Posta. Solo nel 1982 entrò a far parte dei Beni del Demanio. Dopo un attenta opera di restauro, il casale attualmente ospita un Antiquarium con i ritrovamenti pertinenti alla via Flaminia. L’Arco di Malborghetto è a ingresso gratuito, green pass obbligatorio. Ecco gli orari: domenica 19 dicembre dalle 9.30 alle 16.30, giovedì 30 e venerdì 31 dicembre dalle 9.30 alle 13.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

(Foto: arte.it)