Immigrati giocano a pallone per strada e ci mettono tutti a rischio (video)

immigrati giocano a pallone

Un romano riprende sotto casa sua, nel quartiere Infernetto, degli immigrati che giocano tranquillamente a pallone in un cortile che dà sulla strada. Senza mascherine, senza rispettare la distanza di sicurezza. Come è possibile, si chiede il cittaidno, che nessuno li sanzioni? Ma poi, in realtà, anche se li sanzionano, ma chi la paga la multa? Magari questa gente non ha neanche i documenti. La cosa che più da fastidio è che vengono nel nostro Paese senza essere stati invitati, fanno il comodo loro, e noi gli diamo pure i soldi. Ma questa è storia vecchia e ancora non risolta purtroppo.

Gli immigrati mettono a rischio la salute di tutti

Ma a tutto questo ora si aggiunge che mettono a rischio la salute di tutti noi. I politici, a cominciare dl sindaco Raggi, parlano di controlli stringenti, intensificati… ma dove? Forse al centro di Roma, dove non si rischiano sassate o coltellate, altrove questa è la situazione. Tanto è vero che secondo i commenti sotto al video sui social, molti fanno notare che è così in tutta Italia. Gli immigrati ciondolano per strada aspettando forse qualcuno a cui poter spacciare droga. Infatti questo business non si è affatto fermato, in questo periodo che si ferma tutto. Lo abbiamo documentato in diversi articoli su questo giornale.

Per loro le regole non valgono

Immigrati, rom, per loro le disposizioni del presidente del Consiglio dei ministri non valgono. Anche perché, parliamoci chiaro, la denuncia non li tocca e la multa non la pagano. Per cui c’è poco da fare contro questi comportamenti. Porprio pochi giorni fa, davanti alla comunità di sant’Egidio nel quartiere Trastevere, ci sono state rissa e urla e spaccio di droga tra i frequentatori della mensa. Le forze dell’ordine arrivano, ma poi non possono fare nulla. Il problema lo deve risolvere la politica. Ma questa politica questi problemi non li risolverà mai. Anzi, farà venire in Italia sempre più clandestini, con o senza virus. Perché il business è troppo grande per rinunciarci.

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