In tilt metro A e C, pomeriggio da incubo per utenti e pendolari

Un pomeriggio da incubo. Non ci sono altre parole per definire quanto accaduto ieri a Roma. Con un incidente mortale che ha bloccato per ore una lunga tratta della metropolitana A. E dei disservizi tecnici che hanno messo in ginocchio anche la linea C. Un cocktail esplosivo, pagato a carissimo prezzo da pendolari e utenti del mezzo pubblico. Con migliaia di persone ammassate a S. Giovanni. Nell’orario di punta, visto che i blocchi si sono verificati intorno alle 17. E con le navette sostitutive messe in strada dall’Atac che sono andate subito al collasso. Tra assembramenti mostruosi, rabbia e sconforto della gente. Va bene l’emergenza, può capitare. Ma che l’azienda di trasporti della Capitale non abbia un piano B è inaccettabile.

La prima brutta notizia, in tutti i sensi, ha riguardato la metro A. Perché poco prima delle 17 un uomo di 50 anni di nazionalità tedesca si è sentito male mentre aspettava il convoglio sulla banchina della stazione Giulio Agricola. In un attimo la vittima è collassata sui binari, finendo inevitabilmente sotto al treno. Tra gli sguardi impietriti degli altri passeggeri in attesa. Del tutto impotenti ad evitare la tragedia. Conseguenza, chiusura della tratta e navette da Anagnina a S. Giovanni. Ma non è finita qui. Infatti anche la linea C si è fermata. Per un guasto tecnico. E altre navette, da S. Giovanni a Lodi fino al Pigneto. Ed è stato il delirio.

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Con la metro ferma si scatena la rabbia della gente

S. Giovanni causa l’orario di punta, coincidente con la chiusura di uffici e col rientro a casa di pendolari e studenti, si è trasformato in un girone dantesco. Migliaia di persone lasciate allo sbando. Dieci le fermate chiuse per la metro A, quindici se si sommano anche quelle della C. Allo snodo di piazzale Appio, dove si sono incrociate le navette sostitutive tra San Giovanni e Malatesta per la metro C e quelle tra San Giovanni ed Anagnina per la linea A il traffico è letteralmente impazzito.

“Nessun addetto Atac, nessun vigile, solo tre poliziotti”, racconta a Roma Today Alfredo, che ha passato ore prima di tornare a casa. “Una disorganizzazione scandalosa, a fatica si è riusciti a contenere la rabbia”. Sì, perché le poche navette e la tanta gente hanno riversato gli utenti in strada. Un blocco che ha provocato momenti di tensione, con assalti alle navette, finite danneggiate dalla calca.

E sull’Appia Nuova non è andata meglio. Qui le navette sono arrivate dopo e con il contagocce, oltre che piene. In tanti hanno scelto di camminare per tornare a casa, anche per chilometri. “Cinque chilometri”, racconta Silvia. “Prendere un autobus non era possibile. E meno male che avevo scelto di lasciare la macchina a casa per fare prima”. Le forze dell’ordine sono riuscite a tenere a bada la rabbia degli utenti ormai rassegnati, seppur insofferenti.

Anche sui social il malcontento di chi ha pagato biglietto o abbonamento è stato palpabile. “Quaranta minuti accalcati nella navetta tra San Giovanni e Malatesta, in barba a qualunque norma anti-covid”, ha scritto Marco sul profilo Twitter di Atac. Nuovi disagi, vecchi problemi. Purtroppo ancora largamente irrisolti.

https://www.romatoday.it/cronaca/morto-metro-a-caos-navette-bus.html

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