Inceneritore di Roma, la Giunta lo infila (d’urgenza) nel Bilancio 2026: 40 milioni pagati dai romani. Ma c’è un però: l’esposto Raggi
Il mega inceneritore Acea previsto in località di Roma-Santa Palomba da 600mila tonnellate l’anno di pattume – l’impianto voluto dal sindaco-commissario per il Giubileo Roberto Gualtieri per chiudere il ciclo dei rifiuti capitolini – entra d’urgenza nero su bianco nei documenti del Bilancio 2026-2028 della Capitale d’Italia. L’ingresso ha avuto luogo in via formale con la Delibera di Giunta n. 44 del 19 febbraio 2026 (pubblicata solo il 27 febbraio). Una variazione urgente al Bilancio 2026-2028, varata in tutta fretta in Campidoglio, che rappresenta una “mappa politica” che accompagna i conti capitolini e ne orienta le scelte amministrative e istituzionali. Inseriamo il voto della Giunta Gualtieri alla fine di questo articolo in formato scaricabile. Il mega-forno brucia-rifiuti sorgerebbe a ridosso dei Comuni di Albano Laziale, Pomezia e Ardea, nel territorio del IX Municipio guidato dalla mini-sindaca Tiitti di Salvo, fedelissima di Gualtieri.
Chi decide: la Giunta (senza Gualtieri in sala) e il voto “all’unanimità”
A presiedere la Giunta Gualtieri, nell’inserimento in Bilancio dell’inceneritore, c’era la vicesindaca Silvia Scozzese, assenti il sindaco Gualtieri, l’assessore Onorato e l’assessore Funari. A dire ‘Sì’ al Bilancio e all’Inceneritore Acea che vi entra d’urgenza, in Campidoglio, c’erano invece gli assessori: Alfonsi, Battaglia, Lucarelli, Pratelli, Segnalini, Smeriglio, Zevi, Veloccia e Patanè.
Cosa significa “entrare nel Bilancio”: l’impianto diventa un obiettivo ufficiale
Nell’Allegato D del Bilancio 2026-2028, tra gli obiettivi operativi, compare in modo esplicito l’obiettivo 2.04.03.10: progettare, autorizzare, costruire e gestire un impianto di termovalorizzazione (operazione R1) da 600.000 tonnellate/anno. E soprattutto, lo stesso obiettivo include l’“impiantistica accessoria” (ex “ancillare”), legata ai residui del trattamento, alla CO₂ e alla valorizzazione dei vettori energetici recuperati.
In pratica: non è più solo una linea politica o una promessa, ma una voce inserita nel perimetro programmatorio ufficiale collegato al Bilancio.
Il vero nodo: le “opere ancillari” e i 40 milioni che possono finire sul conto di Roma
Ed è qui che il tema diventa davvero politico. Perché, accanto all’impianto in senso stretto, c’è l’ecosistema delle opere “ancillari”: reti, sistemi e strutture accessorie che rendono il progetto completo e operabile. Su questo fronte, in atti e ricostruzioni istituzionali già emerse a livello nazionale, si legge che Roma dovrebbe sostenere un contributo pubblico di 40 milioni di euro che dovranno essere ‘prelevati’ dalle tasche dei cittadini. È la cifra che, più di ogni altra, sposta il discorso dal piano dell’indirizzo politico a quello della sostenibilità finanziaria, soprattutto visto e considerato che su Roma incombono già molti debiti del passato..
La copertura non è scritta: mutuo, risorse ordinarie o altro?
Il punto, però, è che questa variazione di bilancio varata d’urgenza non chiarisce come quei 40 milioni verrebbero reperiti. Mutuo? Risorse correnti? Rimodulazioni? Risorse di Stato? In questa delibera l’inceneritore entra con forza nel DUP (quindi nell’architettura delle priorità). Ma non compare un passaggio altrettanto nitido e “contabile” che dica: questa è la copertura, questo è il capitolo, questo è il cronoprogramma di spesa. È un’entrata “politica” nel bilancio prima ancora che un ingresso con la cifra in mano. Quasi – e sottolineiamo quasi – un atto di ‘arroganza’ politica, perchè non specifica su quali risorse puntare. E proprio per questo pesa: perché fissa una direzione e lascia aperto il conto che dovranno pagare i romani per i decenni a venire.
L’ombra lunga dei controlli: l’esposto Raggi-Canale alla Corte dei Conti
A complicare il quadro c’è un precedente che resta sullo sfondo, ma non è marginale. Da agosto 2025 risulta presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio da parte dell’ex sindaca Virginia Raggi e della consigliera capitolina della Lista Civica Raggi (IX Municipio) Carla Canale, incentrato sul progetto e sui suoi profili economico-finanziari.
Intanto, sul piano istituzionale, la variazione resta un atto di Giunta “urgente”: dovrà essere ratificata dall’Assemblea Capitolina entro i termini di legge, portando la discussione – e il tema dei 40 milioni – nel cuore del confronto politico.