Inceneritore, il grillino Ferrara: se lo fanno mi incateno

Si alzano ancora i toni sull’ inceneritore di Roma. Il mega impianto da 600 mila tonnellate annue che dovrebbe sorgere a Santa Palomba. E aiutare a levare dalla strada i cumuli di rifiuti che purtroppo in questi anni ci siamo abituati a vedere. Con tanto di gabbiani, cinghiali e peste suina. Su quella ciminiera però, è arrivato il ‘niet’ della sinistra più radicale. E dei Cinque stelle. Che in Campidoglio, Raggi in testa, hanno srotolato uno striscione. ‘No inceneritore, si alla chiusura del ciclo dei rifiuti’ si leggeva a caratteri cubitali. E la ex sindaca insieme all’ala più oltranzista del Movimento ha iniziato anche una raccolta di firme contro l’impianto. Mentre il consigliere Ferrara, minaccia addirittura di incatenarsi alla struttura. Nel caso venisse posta la prima pietra. In tutto questo, in mezzo al guado è rimasta la assessora regionale alla transizione ecologica Roberta Lombardi. Che fa parte della giunta zingaretti. E che dopo il no iniziale – non c’e l’inceneritore nel piano regionale rifiuti, aveva dichiarato l’esponente grillina alla Pisana -, adesso si è trincerata in un più prudente silenzio. Perché tra pochi mesi si vota. E l’alleanza rosso gialla del governatore sui rifiuti rischia di andare in pezzi.

Sull’ inceneritore a bruciare sono PD e M5S

Inceneritore, mentre c’è chi minaccia di incatenarsi Acea si prepara alla gara

Per la sinistra ecologista, i Verdi e una parte del M5S l’inceneritore non avrebbe senso. Perché porterebbe ad allontanare la data della possibile chiusura del ciclo dei rifiuti. E produrrebbe comunque inquinamento. Da qui la protesta oramai quotidiana dei grillini capitolini con Raggi in testa. Addirittura il consigliere Paolo Ferrara si è detto pronto a incatenarsi al cantiere quando partirà. “Qualcuno pensa che questo progetto infame si possa fermare con le chiacchiere, ma non si accorge che sta minando le basi di un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Con chi ha già deciso il male si risponde con fermezza e non con i giochi di parole” tuona Ferrara in una nota dai toni avvelenati.

Ma intanto il Campidoglio tira dritto. Gualtieri ha incassato dopo qualche mal di pancia, l’ok della direzione romana del Pd. E l’appoggio dei calendiani e della Lega. Mentre FDI, ha invitato il primo cittadino a un dibattito più ampio. Coinvolgendo il territorio e puntando sulle nuove tecnologie. E Acea si sta attrezzando, per partecipare alla futura gara per la realizzazione dell’impianto.

“È un progetto molto importante, riteniamo questa soluzione valida per il trattamento dei rifiuti prodotti dalla città di Roma. Acea è il candidato naturale per la realizzazione e gestione e lavoreremo a questo progetto”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Acea Giuseppe Gola durante la presentazione del bilancio trimestrale dell’azienda. Aggiungendo che “lavoreremo a questo pogetto” e “il Comune assegnerà” i lavori “seguendo la normale procedura di evidenza pubblica a cui parteciperemo”.

Un bando che arriverà fra qualche mese. Nessuna sorpresa per gli addetti ai lavori. Già il sindaco Gualtieri aveva parlato di probabile collaborazione Ama-Acea per la gestione dell’impianto che farà da perno all’intero ciclo rifiuti della Capitale. Con un altro rischio. Che Acea faccia della disastrata Ama un sol boccone. Ma questa – eventualmente – sarà un’altra storia.

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