Inflazione, è una catastrofe: il governo non fa nulla per salvaguardare le famiglie

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E’ allarme per l’inflazione galoppante. E contro il governo che non fa nulla per fermarla, nonostante i proclami. Le bollette infatti stanno arrivando sempre più salate. Se “i beni energetici regolamentati trainano la fiammata” dell’inflazione, che a gennaio ha toccato il 4,8% annuo, facendo registrare per il comparto “una crescita su base annua mai registrata, tensioni inflazionistiche crescenti si manifestano anche in altri comparti merceologici”. Lo scrive l’Istat commentando il dato del mese passato ma evidenziando che come “la componente di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi conferma il dato di dicembre grazie anche al rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti. I cui andamenti tendenziali sono ancora condizionati dalle limitazioni alla mobilità dovute alla pandemia”.

Inflazione, siamo di fronte a una grave emergenza

“Con l’inflazione al 4,8% si conferma la stangata annua da 38,5 miliardi di euro in capo alle famiglie italiane. E solo per i maggiori costi determinati dal rialzo dei prezzi al dettaglio”. Lo afferma Assoutenti, commentando i dati forniti oggi dall’Istat. “Siamo di fronte – dice il presidente dell’associazione, Furio Truzzi – a una vera e propria emergenza, con i prezzi che risentono dell’aumento delle bollette, dei rincari delle materie prime e della corsa dei carburanti. A tali fattori su aggiunge ora un nuovo elemento di rischio, rappresentato dal conflitto tra Russia e Ucraina. Che potrebbe avere effetti diretti sui listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti, a partire da mais, grano e derivati, con nuove spinte inflattive a danno dei consumatori italiani”.

Assoutenti: il governo intervenga immediatamente

“Il Governo – prosegue Truzzi – deve intervenire con urgenza sull’allarme prezzi scoppiato nel nostro Paese. Adottando misure in grado di contenere la crescita dei listini, a partire da un efficace taglio delle bollette energetiche i cui rincari si ripercuotono in modo diretto sui listini al dettaglio. In particolare, se nel breve periodo si confermerà il trend al rialzo dell’inflazione, è necessario abbattere l’Iva sui generi di prima necessità. E ricorrere ai prezzi amministrati per un paniere di beni indispensabili di cui le famiglie non possono fare a meno, a partire dai prodotti alimentari”, conclude.

L’inflazione al 4,8 è causata dai rincari incontrastati

Dello stesso parere l’Unione consumatori. “Una disfatta. Dati disastrosi che inguaiano le famiglie e il Paese, con effetti rovinosi sui consumi e sulla ripresa in corso. Una batosta dovuta ai prezzi di luce, gas e carburanti senza i quali l’inflazione tendenziale sarebbe solo all’1,8% invece che al 4,8%, più di 2 volte e mezza”. A dichiararlo è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati definitivi dell’inflazione. “L’inflazione a 4,8% significa – sottolinea Dona – per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 1711 euro su base annua. Di cui 844 solo per abitazione, acqua ed elettricità, 421 euro per i trasporti, 270 per mangiare e bere.

Quasi 1.800 euro al mese in più per una coppia

Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1609 euro, 846 per l’abitazione, 367 per i trasporti, 242 per mangiare. In media per una famiglia il rialzo complessivo è di 1387 euro, 794 per l’abitazione, 270 per i trasporti, 201 per il cibo e le bevande. Ma il primato della stangata spetta alle coppie senza figli con meno di 35 anni che, spendendo di più di quelle con figli per la casa, hanno un aggravio annuo di 1789 euro, dei quali ben 1000 per la sola abitazione” conclude Dona.