Ingiustificato aumento dei carburanti, finalmente la Procura si muove. E il petrolio scende…

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Sono partite le prime verifiche nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma dopo il recente e improvviso aumento del prezzo del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli, allo stato senza indagati e senza ipotesi di reato, punta a verificare, attraverso gli accertamenti delegati alla Guardia di Finanza, le ragioni dell’aumento. E individuare eventuali responsabilità. Le verifiche, in questa fase iniziale, dopo l’apertura del procedimento, si svolgono ad ampio raggio per acquisire le prime informazioni. Tutto questo mentre il petrolio scende sotto i 100 dollari. Il brent, a Londra, è sceso del 6,75% a 98,85 dollari al barile mentre il West Texas Intermediate (Wti) perde il 6,92% a 95 dollari al barile.

Meloni: fermare chi si sta arricchendo in questo dramma

“L’indagine della procura di Roma sull’ingiustificato aumento dei prezzi di gas e carburanti è un’ottima notizia. Chi sta speculando su un momento così drammatico per l’Europa e per il mondo deve essere immediatamente fermato. Nel frattempo attendiamo che il Governo dia segni di esistenza e intervenga per fermare lo sciacallaggio denunciato anche dal ministro Cingolani: ogni giorno che passa è un danno enorme a famiglie e imprese, rimanere ancora fermi equivale a lasciare campo libero agli speculatori. Ci svegliamo?”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Intanto si apprende che il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani sarà domani in Aula al Senato per una informativa sul tema del caro carburanti. Il Dl sostegni invece sarà in Aula domani pomeriggio dalle 15.

Carburanti, la situazione è sempre più pesante per  i consumatori

E la situazione si fa sempre più pesante. “Non solo la benzina self service secondo i dati ufficiali del Mite sfonda per la prima nella storia i 2 euro al litro, arrivando a 2,185 euro. Ma si tratta del maggior rincaro settimanale dall’inizio delle serie storiche. In soli 7 giorni aumenta di oltre 23,144 centesimi, battendo il rialzo del 12/12/2011 quando salì di 9,743 cent per la famosa stangata del Salva Italia di Monti. La quale alzò le accise di 8,21 centesimi al litro per la benzina e 11,21 cent per il gasolio per incassare 4,8 miliardi di gettito in più all’anno. Battuto anche il record storico del gasolio, che toccando i 2,155 euro al litro, segna un balzo di 32,53 cent rispetto alla settimana precedente. Aumento che per la benzina è pari all’11,8%, 11,57 euro per un pieno da 50 litri, 278 euro su base annua.

Non c’è nessun blocco russo per il petrolio verso la Ue

Lo denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali e mensili del ministero della Transizione Ecologica. “E’ la prova del nove che si tratta di una mera speculazione. Visto non c’è ancora nessun blocco dell’importo russo per quanto riguarda il petrolio né verso l’Italia né verso l’Ue e visto visto che il petrolio greggio va distillato e raffinato prima di arrivare alla pompa. Il dato di oggi finirà, quindi, nel dossier che stiamo presentando alla Procura di Roma, dove chiederemo anche che il ministro Cingolani sia sentito come persona informata dei fatti. Ora la Guardia di Finanza deve andare a tappeto da tutte le società petrolifere e in tutti i distributori”, prosegue Dona.