IX Municipio, Via di Mezzocammino, sicurezza mai risolta

Strisce pedonali poco visibili e sicurezza Via di Mezzocammino a rischio

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A oltre un mese dalla tragedia del 29 dicembre, in Via di Mezzocammino, nel IX Municipio di Roma, la situazione per pedoni e residenti resta sostanzialmente invariata.
In quel pomeriggio, Mauro Condarelli, 69 anni, ha perso la vita mentre attraversava sulle strisce all’incrocio con via Filippo Raguzzini, un punto cruciale del quartiere. Chi percorre oggi quella strada vede ancora strisce pedonali poco visibili, mentre poco più avanti emergono tratti di asfalto dissestato che confermano una manutenzione incompleta dell’intera arteria. In alcuni punti restano zone d’ombra, generate da un’illuminazione poco efficace nonostante la presenza dei lampioni.
Il tempo è passato, ma la sensazione diffusa è che nulla sia stato realmente messo in sicurezza, come se l’emergenza si fosse esaurita con la cronaca.

Via di Mezzocammino e sicurezza stradale: segnalazioni ignorate dopo la tragedia

Nei comitati di quartiere e sui social, i messaggi dei residenti continuano a essere durissimi e carichi di rabbia, perché la percezione è quella di una tragedia legata a una incuria prolungata. Secondo chi vive la strada ogni giorno, non si può parlare di fatalità quando attraversamenti scoloriti, assenza di dissuasori e zone poco illuminate convivono in un contesto che resta insicuro sia per chi guida sia per i pedoni.

Corse clandestine e sicurezza pedoni in Via di Mezzocammino

Un primo tema che agita i residenti riguarda le segnalazioni di corse clandestine notturne lungo Via di Mezzocammino, raccontate da chi vive a ridosso della carreggiata. La percezione è che alcuni comportamenti pericolosi aumentino la tensione e il senso di insicurezza in una strada già complessa. I cittadini chiedono controlli e presenza sul territorio, perché nessuna arteria urbana dovrebbe trasformarsi in uno spazio dove prevalgono velocità e sfide improvvisate.

Asfalto dissestato e manutenzione di Via di Mezzocammino

Un altro fronte riguarda invece le condizioni dell’asfalto lungo la stessa via, dove persistono crateri e rattoppi mai risolti in modo definitivo. La cittadinanza chiede con forza una riasfaltatura completa che non si limiti ad alcuni tratti ma che copra l’intero asse viario principale. Non ha alcun senso tecnico asfaltare decine di metri lasciando altrettante buche profonde. Servono manutenzione ordinaria costante e opere strutturali per restituire dignità a una zona densamente abitata, perché i cittadini non possono attendere oltre mentre percorrono strade che somigliano a tratti a percorsi di guerra.

IX Municipio e responsabilità sulla sicurezza di Via di Mezzocammino

La competenza della strada è del Municipio, mentre l’illuminazione è gestita da Areti, ma le istituzioni hanno il dovere di sollecitare e pretendere interventi, cosa che finora non è avvenuta. A distanza di settimane, i residenti non hanno visto cambiamenti concreti, né segnali di un cronoprogramma credibile. Un cittadino, ancora sotto shock, ha scritto che “hanno ammazzato un anziano sulle strisce, ma era un disastro annunciato”, dando voce a una paura che dura da anni. Quel passaggio è obbligato per decine di ragazzi ogni mattina, diretti verso i licei Majorana e Plauto, e l’idea che possa accadere di nuovo è ormai una certezza, non più un timore astratto.

Strisce pedonali e sicurezza in Via di Mezzocammino: il silenzio dopo la tragedia

Il silenzio successivo alla tragedia pesa quanto il rumore delle auto che sfrecciano lungo Via di Mezzocammino. Non basta ricordare una vittima se poi le condizioni restano identiche, perché la memoria senza azione rischia di diventare una forma di rimozione collettiva. Ad oggi, le strisce pedonali risultano ancora poco evidenti e quasi del tutto cancellate dall’usura, rendendo gli attraversamenti estremamente rischiosi. La mancata riasfaltatura del tratto verso Casal Brunori, unita al persistere di ampie zone d’ombra, segnala un’assenza di risposte strutturali immediate. I residenti continuano a monitorare una strada che, nonostante i gravi fatti di cronaca, non ha ancora visto il necessario ripristino della segnaletica orizzontale. La messa in sicurezza del quadrante resta dunque un’opera incompiuta, mentre il rischio di nuovi incidenti rimane una costante quotidiana per chiunque si trovi ad attraversare il quartiere.

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