LA Asl 5 dà i numeri: tra Guidonia e Palestrina mille positivi in più in 24 ore

noto virologo

La Asl Roma 5 dà i numeri. Ha infatti dichiarato mille positivi in più in un giorno. Positivi che, in realtà, non lo sono più. Distribuiti su tutto il territorio che va da Palombara Sabina a Carpineto Romano, passando per Guidonia Montecelio, Palestrina, Colleferro, Tivoli, Subiaco e Valmontone, i nuovi casi sono frutto del ritardo con cui l’azienda sanitaria ha ricevuto e comunicato i risultati dei tamponi.

Furibondi i sindaci dei Comuni della Asl 5

Lo denuncia Il Messaggero che registra come a Guidonia la Asl abbia comunicato 261 contagiati in più. Tuttavia, il Comune ha precisato che non c’è «certezza se questi concittadini siano guariti ed a quando risale la loro positività».  A Valmontone, Colleferro e Labico, invece, i numri della Asl hanno confermato ciò che i Comuni già avevano appreso tramite i medici di base.

Asl Roma 5 sbaglia i conti: ecco perché

A Colleferro ora risultano 193 positivi di cui 80 in due Rsa, ad Artena 41, a Valmontone 163. «Finalmente dopo le nostre proteste la Asl comunica i dati: ora ci deve ascoltare perché i numeri sono critici», dice il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, che insieme ai colleghi di Zagarolo e Guidonia ha ottenuto un vertice chiarificatore con Asl e l’assessore regionale Alessio D’Amato.

Ma gli esiti dei tamponi continuano ad arrivare in ritardo ai medici di base: a segnalarlo è Giuseppe Lanna, segretario provinciale dello Snami. Mancano anche i numeri di protocollo sui provvedimenti che impongono quarantene e isolamenti: ciò metterebbe in difficoltà medici e lavoratori nel certificare all’Inps le assenze dal lavoro per malattia.

Il caos dei numeri non è l’unico grattacapo per la Asl 5. Negli scorsi giorni, il sindacato degli infermieri Nursing Up ha infatti denunciato proprio la situazione dell’Ospedale Covid di Palestrina. «Le stanze Covid prive di finestre o filtri tra personale e pazienti. Non esistono vetri, quindi si suppone che non possano esservi stanze a pressione negativa. Chi potrebbe sorvolare sulla necessità, in questo particolare momento storico, di politiche mirate alla prevenzione delle infezioni?», chiede la sigla sindacale.

Nell’ospedale di Palestrina piove in terapia intensiva

«Ci aspettiamo – prosegue la nota – un tempestivo e consistente aumento di stanze a pressione negativa, si mostra impensabile una diversa ipotesi in una struttura qualificata ed operante come Covid Hospital. Ciò detto, nella terapia intensiva COVID piove”. Abbiamo visto, in altre realtà, gli operatori sanitari costretti ad indossare “pannoloni”. «È assurdo pensare – conclude la nota dei sindacati – che le condizioni della terapia intensiva Covid di Palestrina non siano al pieno dell’efficienza ed efficacia».

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