La brigata “Folgore” in Macedonia per le esercitazioni congiunte della Nato

folgore in macedonia (2)

​Dal 6 al 20 maggio oltre 500 paracadutisti della Brigata “Folgore” dell’Esercito Italiano, oltre ad assetti aerei della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, sono impiegati in Macedonia del Nord. Per l’esercitazione multinazionale “Swift Response 2022” (SR22). La Brigata “Folgore” partecipa annualmente, di norma con unità del livello complesso minore (circa 200 unità), alla pianificazione e condotta di operazioni di Ingresso Forzato (Joint Forcible Entry Operations – Jfeos). Congiuntamente alle aviotruppe dei principali Paesi dell’Alleanza Atlantica e dei Paesi Partner, quali forze ad elevatissima prontezza e rapidità di schieramento. Capaci di operare non solo nei tre ambienti operativi classici (aria, terra, mare), ma anche nei due emergenti ambiti di confronto (cyber e spazio).

Le esercitazioni Nato si svolgono in quattro Paesi diversi

Le Jfeo, in particolare, sono operazioni eseguite in territorio potenzialmente ostile. Sfruttando la terza dimensione e proiettando forze, con brevissimo preavviso, per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura. Allo scopo di condurre una o più operazioni successive. Quest’anno la SR22 ha previsto l’esecuzione di cinque Jfeo in 4 nazioni diverse, in un’area che va dal Circolo Polare Artico, ai Paesi Baltici fino appunto ai Balcani. La Brigata “Folgore” ha partecipato con un Gruppo Tattico pluriarma, interamente aviolanciato e costituito da tutte le componenti della Grande Unità da combattimento. Ne fanno parte il 187° Reggimento Folgore, 183° Reggimento Nembo, 186° Reggimento Folgore, 185° Reggimento Artiglieria Paracadutista Folgore, 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore e trasmettitori.

I parà della Folgore si sono lanciati sulla zona delle esercitazioni

Lo sviluppo della manovra è stato sostenutocon il lancio di materiali, armamento e viveri. Per assicurare le risorse operative necessarie per la condotta di un’ampia gamma di attività tattiche offensive e abilitanti. Incluso il superamento di un corso d’acqua (“river crossing operation”). Dopo una fase concettuale e di pianificazione sviluppata congiuntamente ai paracadutisti dei Paesi Alleati, le unità esploranti della “Folgore” hanno eseguito un aviolancio con la tecnica della caduta libera ad alta quota e la navigazione “a paracadute aperto” nell’area dell’esercitazione. Per assolvere compiti di ricerca e ricognizione delle zone di lancio e delle aree obiettivo. E assicurare così un flusso informativo costante e puntuale per aggiornare la situazione operativa.

La Folgore scortata da aerei da guerra italiani

Imbarcate su un C130J della 46ª Brigata Aerea dell’Aeronautic e tre C130J della US Air Force e decollati dall’Aeroporto Militare di Pisa e da Grottaglie (Taranto). Tutte le forze sono state aviolanciate con il compito di occupare, espandere e consolidare la testa di aviosbarco. Quale condizione indispensabile per l’afflusso delle “follow-on forces”. Nelle diverse fasi dell’azione, i paracadutisti italiani hanno effettuato “attività di scavalcamento” del 2nd para battalion dell’Esercito britannico. E hanno impiegato gli elicotteri della Royal Air Force britannica per l’azione sugli obiettivi in profondità. Durante la fase di trasporto aereo dall’Italia e di aviolancio in Macedonia, i velivoli sono stati scortati da due caccia Eurofighter del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare. E da due AV-8B II plus della Marina Militare, decollati dalla portaerei Cavour.

La “Folgore” è la Grande Unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito Italiano, in grado di esprime capacità operative efficaci, versatili e “full spectrum”. Secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale.

(Foto: Congedati Folgore)

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