La chiesa dei sepolcri imbiancati finanzia a suon di milioni Casarini per “salvare” clandestini

luca casarini

Torna di attualità Luca Casarini, ex capo delle Tute bianche e No global. Per merito di “Panorama”, che nel numero in edicola dedica all’amico dei clandestini una interessantissima inchiesta. Casarini e altri imputati dal Tribunale di Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, contestando anche la violazione delle norme del codice della navigazione. Il 6 dicembre inizierà l’udienza preliminare propedeutica al rinvio a giudizio. Secondo l’accusa Casarini & c. dietro l’associazione di promozione sociale Mediterranea saving humans (di cui Casarini è fondatore e membro del consiglio direttivo), costituirono la Idra social shipping, proprietaria del rimorchiatore Mare Jonio, non tanto per soccorrere in mare i clandestini, ma per farne un business.

L’inchiesta di “Panorama”

Ma non è questo l’aspetto più interessante. Secondo “Panorama”, Mediterranea e le attività di recupero di clandestini della Mare Jonio sarebbero finanziate da diocesi italiane grazie all’impegno del presidente della Cei Matteo Maria Zuppi, dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e di altri suoi colleghi come il napoletano Domenico Battaglia, all’interno del progetto “Cum-finis, fratelli tutti, alle frontiere di mare e di terra, d’Europa”. Insomma un non definito programma sperimentale che, a quanto pare, però, non è stato pubblicizzato e su cui, all’ufficio stampa della Cei, non hanno saputo dare informazioni. Intendiamoci, la cosa non stupisce: si conoscono le posizioni della chiesa sui clandestini: accoglienza, accoglienza, accoglienza, a qualunque costo.

Pioggia di euro da varie diocesi

In un articolo ieri a firma Giacomo Amadori il quotidiano “La Verità” analizza la questione, riscontrando che il 26 aprile 2023 la presidenza della Conferenza episcopale, destinataria dell’8 per mille, abbia approvato un finanziamento di 780 mila euro delle arcidiocesi di Napoli e Palermo e delle diocesi di Brescia, Pesaro e Ancona. Insomma, dice il quotidiano, avrebbe avallato erogazioni mensili dell’importo di 65 mila euro previste da questo progetto pilota. Non è finita: nel 2021 a Mediterranea sarebbero stati elargiti 219 mila euro, nel settembre 2022 ulteriori 200 mila provenienti dalle arcidiocesi di Napoli e Palermo.

Alla ong di Casarini circa due milioni di euro

Sempre nel 2022, 10 mila euro erogati dalla diocesi di Modena, 20 mila dalla Fondazione migrantes (organismo pastorale della Cei), 30 mila dal vescovo di Palermo, 115 mila euro dagli enti ecclesiastici (diocesi e fondazione). Nel 2023, 200 mila versati dalla Caritas, 200 mila di nuovo da Napoli e Palermo, altri 270 mila euro da altre diocesi, 25 mila direttamente dal cardinal Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea. In tutto, più di 2 milioni di euro. Il quotidiano nota che nelle quattro missioni della Mare Jonio tra il 2022 e il 2023 ha condotto in porto 422 clandestini, il recupero di ogni “naufrago” fruttò a Casarini e soci 4.900 euro a immigrato irregolare.

Quelle intercettazioni a Casarini

Il fiume di finanziamenti inizia. Secondo quanto afferma “Panorama” aAl telefono Casarini, destinatario di 6 mila euro di emolumenti mensili, ammette che «’sta roba» messa su da lui, Metz e Caccia e che gli ha permesso di «pagare l’affitto di casa e la separazione» senza dover «andare a lavorare in un bar». In un’altra intercettazione del 27 novembre 2020, Caccia spiega che “la riunione con i vescovi”, per chiedere “un intervento di emergenza sui debiti” dell’anno, “è andata molto bene” e che “vi erano 16 vescovoni”. La telefonata prosegue con altri particolari riportati da Caccia: “Poi don Ciotti, capo dei bergogliani, li ha messi in riga, e tutti hanno detto che non è in discussione il fatto che la nave bisogna comperarla e finanziare perché tutti hanno detto che è la loro nave, e noi gli dobbiamo garantire di potere navigare”.

Ecco i garanti dell’operazione

Ma chi sono stati i “garanti” di un’operazione del genere? Gli allora deputati del Pd Matteo Orfini, Gennaro Migliore, Luca Rizzo Nervo, Fausto Raciti, Massimo Ungaro, Giuditta Pini (nel direttivo di Mediterranea), Luca Pastorino, Vincenza Bruno Bossio, il fondatore di Sinistra ecologia e libertà ed ex governatore della Puglia Nichi Vendola, la verde Rossella Muroni, il senatore dem Francesco Verducci e l’ex collega Francesco Laforgia, i già parlamentari (alcuni rieletti nel 2022) di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, Loredana De Petris, Giuseppe De Cristofaro, Erasmo Palazzotto, gli europarlamentari Pietro Bartolo (ex sindaco di Lampedusa) e Massimo Smeriglio, il consigliere regionale lombardo di +Europa-Radicali Michele Usuelli, oltre a Caccia e Metz.

Per approfondire