La Cirinnà vuole i 24mila euro trovati nella cuccia del cane: il giudice dice no

cirinnà monica

Il giudice delle indagini preliminari di Grosseto, ha negato la richiesta di restituzione a Monica Cirinnà dei 24mila euro trovati nella cuccia del suo cane, nell’estate scorsa. La parlamentare Pd ha reclamato i 24mila euro in contanti che erano stati ritrovati nella sua proprietà: la CapalBiofattoria, un’azienda agricola e vitivinicola immersa nella Maremma toscano. Lo rivela Il Messaggero.

Cani trovati nella cuccia del pastore maremmano, Orso e del quale nessuno è riuscito a capire la provenienza. Era stato il giallo dell’estate 2021, finito con un’archiviazione, perché di quei soldi non si è riusciti a capire la provenienza. Come riporta Il Messaggero la senatrice della senatrice dem non è stata accolta dal gip di Grosseto, «poiché opera in questo caso la disciplina delle cose ritrovate». Peraltro – spiega nel provvedimento del 20 giugno – anche se si fosse trattato del ritrovamento di un tesoro, «esso spetta solo per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore: in questo caso, a Fabio Montino e all’operaio Fabio Rosati, per la quota di un quarto ciascuno». «Vi è senz’ altro una situazione di controversia sulla proprietà – ha concluso quindi il gip Sergio Compagnucci – che dovrà essere risolta dal giudice civile», in quanto Rosati non ha rinunciato alla sua quota, dicendo in udienza: «Certo, qualche cosetta…». Intanto le banconote contese restano sotto sequestro. Ora sta alla senatrice decidere se fare causa al figlio di suo marito e al suo operaio.

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Secondo la prima ipotesi, caldeggiata dalla Cirinnà e dal marito Esterino Montino, collega di partito nonché sindaco di Fiumicino, probabilemte quelle 48 banconote, da 500 euro l’una, erano state occultate lì da spacciatori nordafricani. Ipotesi scartata fin dall’inizio dagli inquirenti, visto che chi compra una dose di droga usa tagli da 20-50 euro.

Dopo aver interpellato anche la Banca d’Italia per cercare di capire attraverso quali mani fossero passati quei contanti, lo scorso 28 marzo il sostituto procuratore di Grosseto Giampaolo Melchionna è stato costretto a chiedere l’archiviazione dell’indagine per riciclaggio (contro ignoti), non essendo riuscito a dimostrare la provenienza illecita dei 24mila euro. Ma, inaspettatamente, il 4 maggio la senatrice del Pd si è fatta avanti e, tramite l’avvocato Giovanni Gori, ha chiesto al gip di «disporre la restituzione» della somma in suo favore, opponendosi alla confisca chiesta dal pm. La risposta del gip non si è fatta attendere: non spettano alla senatrice dem.

 

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