La denuncia dei costruttori romani. Nell’edilizia è tutto fermo, Raggi intervenga subito

È tutto fermo da due mesi, e il nostro settore sta andando a rotoli. Prima il blocco dei codici Ateco, adesso le pratiche cartacee. Che sono rimaste nei cassetti delle stanze dei dipartimenti comunali. Mentre tantissimi impiegati e dirigenti capitolini sono ancora in smart working. Questa la denuncia che arriva direttamente dal presidente dei costruttori romani Nicolò Rebecchini. Il ricorso al lavoro agile sta rallentando ancora di più lo svolgimento dell’attività amministrativa, ha dichiarato Rebecchini in una intervista rilasciata al quotidiano online Roma Today. Nelle scorse settimane non si è fermata solo la macchina privata ma anche quella pubblica, ha proseguito il numero uno dell’ACER. E ora tutti gli uffici sembrano particolarmente lenti a ripartire. Non chiediamo di riprendere subito il contatto con il pubblico. Ma almeno di tornare fisicamente sul posto di lavoro. Quello dell’edilizia è un campo particolare. Abbiamo migliaia di pagine cartacee da esaminare  prosegue Rebecchini. Progetti e planimetrie. Le procedure edilizie non si possono chiudere semplicemente stando seduti davanti a un computer. Pensarlo significa non aver capito quali sono i reali  problemi della nostra categoria. Dall’8 marzo all’Albo pretorio non sono più stati pubblicati permessi a costruire. Così la ripartenza diventa impossibile. Per un settore che rappresenta oltre l’otto per cento del Pil italiano, ma che a Roma è ampiamente sopra al dieci. Per non parlare dell’indotto e delle decine di migliaia di famiglie che lavorano grazie al mattone.

Rebecchini (ACER), l’amministrazione aveva un’opportunità incredibile per far ripartire Roma. Forse non si vuole puntare sull’edilizia

Bisognava velocizzare le pratiche, rilasciare i permessi a costruire. Noi siamo imprenditori. Quando vediamo che il lavoro da’ i suoi frutti abbiamo un entusiasmo diverso. Le maestranze ricominciano a credere nel futuro, non hanno più paura di perdere il posto di lavoro. Ed è questa certezza che fa ripartire i consumi. Invece quando tireremo le somme tra ottobre e novembre rischieremo di trovarci di fronte ad amare sorprese. Questo il pensiero del presidente dei costruttori romani Nicolò Rebecchini rilasciato in una recente intervista a Roma Today. Capisco che si tratta di effettuare delle scelte, prosegue Rebecchini. Però se queste scelte non si vogliono fare viene da pensare che non si voglia puntare sul settore dell’edilizia. È chiaro che dobbiamo spingere sulla informatizzazione avanzata anche nel nostro campo, prosegue il presidente dell’ACER. Ma non possiamo farlo dall’oggi al domani. Sulla pelle dei cittadini.

Il governo deve intervenire sui mutui e sugli affitti. Noi garantiamo la sicurezza nei cantieri

E’ una sfida a tutto campo quella lanciata dal presidente dell’ACER Nicolò Rebecchini. Alla Raggi e al comune di Roma. Per sbloccare le pratiche edilizie che sono concluse e rilasciare i permessi a costruire. Ma anche al governo nazionale. Al quale gli imprenditori del settore edile chiedono maggiore coraggio nel sostegno ai mutui sulla prima casa e al mercato degli affitti. Per chi ancora considera giustamente il mattone come un rifugio sicuro. Da parte nostra, stiamo facendo un grandissimo sforzo per garantire al massimo la sicurezza nei cantieri, conclude Rebecchini. Anche nel considerare il rischio covid come un vero e proprio infortunio sul lavoro. In questi mesi di blocco ci siamo sempre dati da fare. Per esempio sostenendo in emergenza l’edilizia sanitaria. E sviluppando piani per una nuova edilizia green da lanciare in un immediato futuro. Ora però spetta alle istituzioni ascoltarci ed agire. In una parola, lasciarci lavorare. E permetterci di contribuire da parte nostra al rilancio dell’Italia.

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