La ferrovia Roma-Viterbo nel caos. Gli utenti: serve l’esercito

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La ferrovia Roma Viterbo piu che una tratta ferroviaria sembra una di quelle linee che settant’anni fa portavano le truppe al fronte. Se non fosse che siamo in tempo di pace e che gli utenti della Roma Viterbo questa prova di resistenza se la risparmierebbero volentieri. Oltre 500 corse soppresse dall’inizio dell’anno, più di 400 ore perdute sul contratto di servizio. Numeri da profondo rosso, e i cittadini si stanno organizzando.

La ferrovia Roma Viterbo e l’ennesimo guasto

L’ultimo episodio di cattiva gestione è di questi giorni. Un treno regionale si guasta all’altezza della stazione di Catalano causando un ritardo di oltre tre ore. Atac che gestisce la tratta urbana della Roma Viterbo scrive che è tutto a posto. A loro il convoglio fantasma risulta regolarmente in servizio. Ovviamente il tutto segnalato su di un foglio di carta scritto a penna. Fosse mai che nell’epoca del web e delle app su tutto qualcuno potesse controllare cosa accade sul cellulare.

La protesta del comitato pendolari ferrovia Roma Nord

I pendolari della ferrovia Roma Nord si sono organizzati in comitato e hanno preso a loro volta carta e penna. Hanno scritto a tutti. Al presidente della Regione Zingaretti, ad Atac, agli enti locali e perfino all’esercito. Il perché ce lo spiega il presidente del comitato Fabrizio Bimanni: più che di una ferrovia si dovrebbe parlare di una gommovia per quante corse saltano e per quante volte serve il pullman in sostituzione. Treni fatiscenti sotto il limite della decenza, ritardi abissali e guasti continui. A questo punto spiega Bonanni, chiediamo un intervento urgente su tutta la linea. Ma intamto si potrebbe affidare la tratta al genio militare almeno per eseguire i lavori più urgenti. Sul segnalamento, sicurezza e materiale rotabile. In attesa che comune di Roma, Atac e Regione Lazio facciano la loro parte e riportino questo tratto di strada ferrata al livello che i cittadini meritano. Se e quando avverrà non è dato sapere. E sarà comunque sempre troppo tardi.

 

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