La Finanza scopre a Fiumicino un deposito di 40 mila scarpe di marca contraffatte. Da dove venivano?

Scarpe contraffatte (2)

I Finanzieri del Comando provinciale di Roma, nell’ambito di indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito in mattinata un’ordinanza di applicazione di misure cautelari. Con la quale il Gip del Tribunale capitolino ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di tre soggetti, di cui non sono diffuse le generalità. I tre sono gravemente indiziati dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, specializzati nell’introduzione, nello stoccaggio e nella commercializzazione di scarpe recanti marchi contraffatti. In particolare, le investigazioni, condotte dal Gruppo di Fiumicino, hanno permesso di svelare i contorni di un sistema organizzato in forma imprenditoriale.

Decine di migliaia di calzature con marchi contraffatti

Tale sistema avrebbe consentito agli indagati di controllare le fasi di approvvigionamento, stoccaggio e vendita di migliaia di calzature recanti marchi contraffatti riconducibili a noti brand quali Nike, Adidas, Saucony e Balenciaga. Sia le scarpe che il confezionamento  erano realizzati in maniera del tutto simile a quelli provenienti dalla filiera ufficiale. Ciò grazie all’impiego di macchinari professionali, attrezzature industriali e operai qualificati, risultando in tal modo ingannevoli anche per i consumatori dall’occhio più esperto. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato, complessivamente, oltre 40.000 paia di calzature stoccate all’interno di un magazzino e pronte ad invadere il mercato parallelo della Capitale. La merce, qualora immessa sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione 500.000 euro.

Pochissimi particolari diffusi sulla vicenda

Ovviamente c’è un’inchiesta in corso, e quindi non tutti i particolari possono essere rivelati. Però sarebbe interessante sapere le nazionalità di queste persone, e quali siano gli obblighi per loro. Inoltre, sarebbe altresì interessante sapere dove e come venivano prodotte queste scarpe. Poiché, a quanto pare, l’organizzazione era piuttosto professionale, non tale da realizzare i prodotti in qualche scantinato artigianale. Attendiamo quindi notizie più precise dell’intera operazione, a cominciare magari dal suo nome in codice. In genere queste “merci” provengono dal sud est asiatico, passano per i Balcani e arrivano nel Lazio, dove immigrati provvedono alla vendita al minuto. Spesso c’è un italiano che mette a disposizione un deposito.