La Francia proibisce l’ingresso ai tifosi della Lazio: “Fascisti”. Fratelli d’Italia: “Mancanza di rispetto”

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L’epidemia di antifascismo fanatico e pretestuoso sta travalicando i confini dell’Italia. Adesso i tifosi della Lazio non potranno recarsi a Marsiglia per la partita di Europa League in programma giovedì. Lo stabilisce un decreto del ministero dell’Interno francese, come riferisce il quotidiano La Provence. Il divieto riguarda “spostamenti individuali o collettivi con qualsiasi mezzo, di chiunque si dichiari tifoso della Società Sportiva Lazio, o si comporti come tale, tra i valichi stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali francesi e il comune di Marsiglia”. Il provvedimento è legato al “comportamento violento di alcuni tifosi” della Lazio definito “ricorrente intorno agli stadi e nei centri cittadini”. Nel decreto si fa riferimento anche alla “ripetuta esecuzione di canti fascisti e del saluto nazista”.

La decisione della Francia è una mancanza di rispetto all’Italia

“La decisione del ministro dell’Interno francese di vietare l’accesso in Francia ai tifosi della Lazio rischia di creare un vulnus nei rapporti fra le Nazioni europee. Sospendere lo spazio Schenghen per una partita di calcio, infatti, sarebbe una forzatura delle norme. E creerebbe un precedente pericoloso visto che fino ad oggi questo era avvenuto solo per pericolo di atti terroristici o legato all’emergenza sanitaria. Chiediamo quindi al ministro dell’Interno Lamorgese e al Sindaco di Roma, Gualtieri, di attivarsi il prima possibile con l’autorità francesi. Allo scopo di trovare una soluzione che eviti una grossa mancanza di rispetto non solo verso i tifosi della Lazio, ma contro tutti i cittadini italiani”. È quanto dichiara in una nota il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Federico Rocca.

Gli ultras: ne potevano parlare al G20…

Per gli ultras della Lazio, “probabilmente la chiusura di Marsiglia ai tifosi della Lazio è dovuta più agli scontri che ci sono stati nel 2018, che non ad altro. E’ risaputo che l’Interpol si mobilita per due tifoserie in Europa, il Feyenoord e la Lazio, e la cosa da ultras può anche inorgoglirmi. Trovo assurdo, invece, che si ribadisca sempre il fatto di essere o meno fascista, ormai un aggettivo più che una ideologia. Un’etichetta che va di moda, un modo per giustificare, sotto il vessillo del politicamente corretto, provvedimenti diversamente criticabili. Come, appunto, la chiusura di frontiere e autostrade ai tifosi”. Franco Costantino, capo ultras della Lazio, commenta la decisione di Marsiglia di chiudere gli accessi alla città ai supportes biancocelesti perché “fascisti e violenti”. “Mi stupisco che non ne abbiano parlato al G20” – ironizza.

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