La gang “razzista” di Roma finita su tutti i giornali era guidata da un rom

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Il capo della banda razzista che ha pestato selvaggiamente un cuoco bengalese era un rom: Kevin Hadzovic,  23 anni con precedenti di polizia specifici, originario di Genzano ma domiciliato in via Modesta Valenti, la residenza fittizia dei senza fissa dimora. È accusato di concorso in lesioni e interruzione di servizio aggravate dall’odio razziale insieme con due 17enni, uno rumeno e l’altro romano. Lo riferisce il Corriere della Sera.

Su tutti giornali era finito il loro raid contro un cameriere bengalese che aveva appena smontato dal ristorante del centro, il 13 novembre scorso.  «Bangladino di m…., stai zitto e porta rispetto». Prima gli insulti razzisti, poi il pestaggio. Sputi, calci e pugni contro l’uomo che tornava a casa alla fine del turno di lavoro. Botte dentro e fuori da un bus Atac in transito a piazza Venezi. A quattro mesi dall’aggressione al 40enne, in tre sono finiti agli arresti. E il pestaggio razzista acquisisce connotazioni criminali che i media non avevano evidenziato.

La ricostruzione sulla gang razzista: la storia è diversa

L’autista dell’Atac ha riferito che i balordi sono saliti a bordo del mezzo pubblico già sotto effetto di alcolici e hanno cominciato a molestare gli altri passeggeri per poi concentrarsi proprio sul bengalese. Nell’abitazione di uno dei ragazzi minorenni i carabinieri hanno trovato alcune dosi di hashish e di ketamina, insieme con boccette di metadone e bilancini di precisione. Quest’ultimo è accusato quindi anche di spaccio di droga. La vicenda, all’epoca riportata dal Corriere, fece molto scalpore perché seguiva episodi analoghi sempre contro lavoratori stranieri. Straniere le vittime, stranieri i carnefici. Altro che razzismo, è delinquenza pura. Ma a qualche giornale piace narrare la storia di Roma intollerante. Gli intolleranti ora hanno nome e cognome. Ognuno può farsi la sua opinione, ma in questo caso la Capitale e i suoi cittadini c’entrano davvero poco.

 

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