La Lazio soffre, ma vince 1 a 0 a Verona (grazie a un autogol) e porta a casa tre punti d’oro: Sarri e i biancocelesti ringraziano
Allo stadio Bentegodi di Verona finisce 0-1 e la Lazio si porta via tre punti pesantissimi senza trovare un vero “marcatore”: decide l’autogol di Nelsson al 79’, deviazione fatale su una giocata nata dal cambio di passo di Cancellieri e dalla sovrapposizione di Lazzari. È una vittoria che sa di liberazione: non bella, non pulita, ma tremendamente concreta. E in una fase di stagione in cui i biancocelesti faticano a trasformare il possesso in occasioni, anche un episodio basta per cambiare l’umore.
Primo tempo: possesso Lazio, ma la porta resta lontana
Sarri imposta la partita col solito canovaccio: palleggio, ampiezza e ricerca della giocata tra le linee, ma il Verona regge con densità e aggressività. La Lazio ha la palla, però non sfonda: Isaksen accende, Noslin spreca la chance più nitida (tap-in alto) e Bella-Kotchap vince quasi ogni duello fisico. Il Bentegodi resta freddo, la gara è bloccata e l’inerzia non si traduce in pericolosità continua.
Ripresa: Verona più vivo, Provedel e Gila tengono in piedi la baracca
Dopo l’intervallo cambia il ritmo: il Verona entra meglio, alza i giri e costruisce le occasioni più “sporche” ma anche più concrete. Giovane e Orban flirtano col vantaggio in transizione, Frese costringe Provedel a un intervento vero e la Lazio per lunghi tratti arretra, difendendo con ordine. Nel momento di massima pressione scaligera, Gila è decisivo in chiusura, mentre Sarri corre ai ripari con forze fresche e un attaccante più strutturato: Ratkov.
La svolta: scivola Frese, arriva Lazzari e Nelsson condanna il Verona
Il match si decide quando il Verona perde equilibrio sulla fascia sinistra: uno scivolone di Frese apre il corridoio, la Lazio accelera, Cancellieri legge il taglio e Lazzari mette il pallone “cattivo” in mezzo. Nelsson prova a salvarsi, ma finisce per beffare Montipó: autogol e 0-1.
Nel finale i gialloblù buttano palloni in area, chiedono VAR e cercano il miscuglio, ma la Lazio resiste: Provedel comanda, Romagnoli spazza, e i minuti scorrono fino al fischio.
Classifica e momento Lazio: un passo avanti, ma la strada è lunga
Con questa vittoria la Lazio sale all’8° posto a 28 punti dopo 20 giornate (7 vittorie, 7 pareggi, 6 sconfitte), restando agganciata al trenino europeo e accorciando sul Bologna (27) e sull’Atalanta (31). In testa corre l’Inter (42), con Milan (40) e Roma (39) a completare il podio provvisorio.
Il successo interrompe un periodo complicato, fatto di pareggi e di poca brillantezza offensiva: nelle ultime settimane i biancocelesti avevano alternato 0-0, 1-1, un KO col Napoli e un 2-2 con la Fiorentina.
E pesa anche l’assenza di Castellanos, ceduto a gennaio: Sarri sta ridisegnando l’attacco cercando soluzioni più “di sistema” che di istinto.
Il paragone con la Roma: risultati, solidità e… fame diversa
Guardando la classifica, il confronto è impietoso: la Roma è 3ª a 39 punti, con numeri da squadra d’alta quota (24 gol fatti, 12 subiti), mentre la Lazio è più “intermittente” (21 fatti, 16 subiti) e vive di strappi.
La Roma sta trasformando le gare sporche in vittorie “con firma”, come il 2-0 al Sassuolo nel weekend: gestione, cinismo, controllo degli episodi.
La Lazio, invece, oggi ha vinto proprio di episodio—e va bene così—ma per avvicinare davvero i giallorossi dovrà alzare la qualità delle prestazioni: meno attese, più dominio vero nell’area avversaria. Perché nel derby della Capitale, alla lunga, non basta “non prenderle”: serve anche saperle dare.