La Lazio vola a Bologna, Orsolini crolla e Sarri torna a vedere da vicino l’Europa


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La Lazio che sembrava prigioniera di una stagione a strappi ha trovato a Bologna il volto nuovo della propria risalita. Al Dall’Ara di Bologna finisce 0-2 e il protagonista assoluto è Kenneth Taylor, autore della doppietta che piega la squadra di Italiano nella ripresa. Prima, però, c’è la fotografia vera del pomeriggio: il rigore fallito da Orsolini, parato da Motta, e una partita che gira di colpo dalla parte biancoceleste. La squadra di Sarri centra così la terza vittoria consecutiva in Serie A.

Un equilibrio che profumava di episodio

Fino all’intervallo il match è rimasto incollato all’equilibrio. La Lazio ha acceso il primo allarme con Marusic, il Bologna ha risposto con Orsolini e soprattutto con Moro, che ha colpito l’incrocio dei pali. Era una gara tesa, fisica, più tattica che spettacolare, nella quale i rossoblù sembravano avere qualcosa in più nella spinta, ma non abbastanza lucidità per trasformare la pressione in vantaggio. La sensazione, già nel primo tempo, era che tutto si sarebbe deciso su un dettaglio.

Il rigore che ha cambiato la storia

L’episodio è arrivato a inizio ripresa e sembrava cucito su misura per il Bologna: retropassaggio folle di Dele-Bashiru, uscita in ritardo di Motta su Castro e calcio di rigore. In quel momento il Dall’Ara ha visto l’1-0. Invece Orsolini si è fatto ipnotizzare dal giovane portiere laziale, che ha blindato la partita e restituito sicurezza a tutta la squadra. Da lì in avanti il Bologna ha perso pulizia nelle scelte, mentre la Lazio ha sentito che la sfida stava cambiando odore.

Taylor-Dia, l’asse che ha steso il Bologna

Il merito più grande dei biancocelesti è stato capire quando affondare. Dopo un’ora prudente, la Lazio ha alzato il ritmo e la qualità delle scelte negli ultimi trenta metri. Al 72’ Taylor ha raccolto un pallone nato da un’iniziativa di Dia e lo ha trasformato nello 0-1. Dieci minuti dopo lo stesso asse ha chiuso i conti: imbucata di Dia, Ravaglia saltato e 0-2 da attaccante vero. Due colpi puliti, chirurgici, devastanti.

La vera forza della squadra di Sarri

La notizia più importante, oltre al risultato, è la maturità con cui la Lazio ha vinto una partita che in trasferta rischiava di complicarsi. Prima di oggi i biancocelesti erano la squadra con meno gol segnati fuori casa, ma avevano anche una delle migliori difese esterne del campionato. A Bologna si è vista proprio questa doppia anima: poca frenesia, linee ordinate, attesa del momento giusto e accelerazione feroce quando il Bologna si è allungato. Non è una Lazio scintillante, ma oggi è una Lazio concreta.

Il Bologna si spegne sul più bello

Dall’altra parte, il Bologna ha pagato caro tutto ciò che non ha concretizzato. Il rigore sbagliato pesa come un macigno, ma pesa anche il crollo mentale nel finale: errori tecnici, distanze saltate e quella sensazione di fragilità improvvisa che ha spalancato la porta alla Lazio. C’è anche una possibile chiave fisica: i rossoblù arrivavano dalla battaglia europea vinta contro la Roma due giorni fa, con qualificazione ai quarti di Europa League, e nell’ultima mezz’ora sono sembrati meno lucidi e meno reattivi.

Classifica: sorpasso sì, ma la rincorsa resta dura

La classifica, alla sera di domenica 22 marzo 2026, racconta il peso di questo colpo: Lazio ottava con 43 punti, Bologna nona a 42. Davanti, la corsa europea resta aperta ma affollata: Atalanta settima a 50 dopo l’1-0 sul Verona, Roma sesta a 51, Juventus quinta a 54 e Como quarto a 57, con Milan a 63 e Napoli a 62 dietro l’Inter capolista. È però un quadro ancora provvisorio, perché Roma-Lecce e Fiorentina-Inter erano in programma più tardi.

Stato di forma: adesso la Lazio è davvero viva

Ed è proprio questo il punto: la Lazio oggi non è guarita, ma è viva. Le vittorie contro Sassuolo, Milan e Bologna hanno cambiato il clima, rimesso Sarri al centro del progetto e dato ai biancocelesti una sequenza che non avevano ancora trovato in questo campionato. In più, il tecnico ha appena superato quota 600 punti in Serie A, altro segnale di spessore dentro una stagione tormentata. Se Taylor continuerà a incidere così e Motta darà questa affidabilità, la Lazio può trasformare il finale di stagione in una rincorsa vera.