La Lombardi spiega il tradimento del M5s e licenzia la Raggi: “Il prossimo sindaco va scelto col Pd”

Il matrimonio tra Lombardi e Zingaretti sancisce anche il funerale politico della Raggi come sindaco di Roma. Lo anticipa la nuova “assessora” della giunta Pd-M5s, Roberta Lombardi. In un ‘intervista alla Repubblica, presenta il tradimento elettorale come una conquista.

“Noi e il Pd dobbiamo essere tutti uniti”

“Abbiamo dimostrato che quando si lavora sulle cose che uniscono e non sulle differenze, che permangono, le cose si fanno e pure velocemente”. Lo dice Roberta Lombardi, storica esponente del Movimento 5 stelle, nuova assessora alla Transizione ecologica e alla trasformazione digitale della Regione Lazio.

“Basta con il linguaggio della rabbia. Il Pd ha i nostri obiettivi”

“E’ un percorso partito tre anni fa – spiega – La maggioranza aveva i suoi numeri, non aveva bisogno di noi, ma abbiamo cominciato fin dal principio a collaborare su alcuni temi. Abbiamo approvato misure importanti dal punto di vista legislativo e abbiamo capito che, pur restando due forze politiche distinte, c’e’ un pezzo importante di strada che possiamo fare insieme”. Secondo Lombardi, gli “ortodossi” del Movimento “usano ancora il linguaggio della rabbia della prima ora. Tra noi c’e’ invece chi e’ cresciuto, maturato, non e’ rimasto un eterno adolescente in lotta col mondo. Ci siamo presi le poltrone perche’ sono posizioni che ti permettono di modificare veramente le cose. Se poi chi critica lo fa dopo averla persa, una poltrona, significa che cambiano a seconda di chi ci siede sopra”.

Lombardi, da pasionaria grillina a fan di Zingaretti

“L’ipocrisia di fondo di quell’operazione mi ha profondamente disturbata. Io sono nei 5 stelle da sempre, so tutto, e ho trovato quelle parole incoerenti con i comportamenti messi in campo da chi quel manifesto lo ha stilato”. In merito alle elezioni del prossimo sindaco di Roma, dice Lombardi, “penso, ma e’ una mia idea, che tutte le forze che si riconoscono nella rete progressista debbano presentare un programma e un candidato e che i cittadini dovrebbero votare chi li convince di piu’. Per poi correre insieme”.

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