La Raggi abbandona anche i bambini. Aree giochi chiuse in parchi e ville

Le ville e i parchi di Roma sono di nuovo aperti da qualche giorno. Anche se assomigliano più a una giungla selvaggia che a spazi verdi godibili in sicurezza dai cittadini. Colpa della mancata manutenzione e degli sfalciamenti non fatti in questi due mesi di lockdown. Che certamente potevano essere utilizzati meglio dal Campidoglio. Ora bisogna intervenire in fretta e furia. Con gli addetti del servizio giardini costretti agli straordinari. E la gente giustamente inferocita. Perchè non è bello ritornare la parco per una corsetta o un giro in bici con i propri figli e trovare molte aree verdi sporche e abbandonate. Specie nel bel mezzo di una grave emergenza sanitaria. Ma ora sta accadendo una cosa ancora più grave. La sindaca Raggi infatti ha firmato un’ordinanza. Nella quale stabilisce che tutti i parchi giochi per bambini all’interno di ville e giardini rimangano chiusi. Almeno fino a nuovo ordine. Motivo? Semplice. L’ultimo DPCM del governo è stato chiaro. Per riaprire i parchi giochi i sindaci devono garantire che sia tutto pulito. E ben sanificato. Attraverso la predisposizione di uno specifico Piano di intervento. Che ovviamente il comune di Roma non ha. Quindi tutto chiuso per i più piccoli. Tra la delusione dei bambini e la rabbia delle mamme. E purtroppo, Roma è sempre meno una città a misura dell’infanzia.

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Raggi, impossibile sanificare nell’immediato. E le aree giochi per i bambini rimangono chiuse

Per il comune di Roma è impossibile sanificare nell’immediato le aree giochi per i bambini nei parchi e nelle ville. Così la Polizia municipale sta mettendo i sigilli per impedire che i bambini possano avvicinarsi agli scivolini o alle altalene. Ma si tratta di una grande sofferenza per tutti, genitori e figli. E’ complicato tenerli lontani quando sono così piccoli, dichiara Raffaella Mennella al corriere.it. Lei e altre mamme nei giardini di Via Carlo Felice a San Giovanni cercano di contenere i loro bimbi. Che sfuggono da tutte le parti, e cercano di raggiungere i giochi. Che sono proprio davanti ai loro occhi, vicini e inaccessibili. Servirebbero addetti per disinfettare e pulire tutto, prosegue la signora Mennella. Ma se il comune non ce la fa potremmo pensarci anche noi. Portando da casa disinfettanti e stracci. E lo faremmo con grande cura, perchè ne va della salute dei nostri figli. Nulla di nuovo, i bambini restano gli ultimi a cui pensiamo. Avrebbero dovuto pulire mentre era tutto chiuso. Questo il pensiero di Anna Di Carlo, che non può più portare i suoi nipotini ai giochi di Villa Lazzaroni all’Appio. Una lamentela che si estende per tutta la città, dal parco della Caffarella a Villa Ada. Qui il parco è enorme e si può anche fare a meno dell’area giochi, spiega Fabio Asprea. Un papà che cerca qualche ora di svago per lui e per suo figlio. Ma io abito a Pietralata. Dove abbiamo soltanto un piccolo spazio con i giochi chiusi. quindi di fatto inutilizzabile.

Infine altre proteste arrivano dall’area di Colle Oppio, e precisamente da Piazza Dante. Mentre nel Municipio XV i genitori si sono addirittura organizzati con una loro pagina facebook. Il parco di Tor di Quinto è sporco e non curato, fanno sapere. E ovviamente le aree giochi per i più piccoli rimangono chiuse. Vediamo quanto ci vorrà per dare una risposta anche ai bambini, che non possono chiedere o protestare in prima persona. E che fra due settimane con le scuole chiuse e dopo tre mesi di quarantena hanno tutto il diritto  di giocare felici. Nonostante la Raggi e il comune di Roma.

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