La Raggi chieda scusa alla mamma di Riccardo. L’umanità viene prima della politica

raggi mamma riccardo

Quando i romani hanno avuto la sventura di eleggere Virginia Raggi sindaco di Roma hanno riposto fiducia in una sola fondamentale qualità della sindaca.

E non era la tanto sbandierata “onestà”, prerequisito anche per un maniscalco o un venditore di lupini, figuriamoci per un sindaco.

Non era neppure, ovviamente, la competenza, che nessuno si aspettava da una neofita della politica.

Raggi, da “una di noi” a fredda burocrate

Era, semmai, la sua presunta vicinanza alle persone normali.

La dichiaratamente “incompetente” Virginia Raggi vantava almeno il pregio di essere una donna normale. Il lavoro ordinario in uno studio legale, la provenienza dalla Borgata Ottavia, il marito impiegato in una radio privata, il ruolo di mamma a tempo quasi pieno.

Tutto questo la rendeva, nonostante la sua plateale inadeguatezza, almeno una donna capace di entrare in empatia con i romani.

Invece, quattro anni di potere, hanno trasformato la Raggi da “una di noi” a una burocrate fredda e distaccata. Gli episodi sono tanti, ma quello delle ultime ore ha del clamoroso.

“Signora Raggi, sono solo una mamma che chiede giustizia”

Leggete il disperato post su Facebook di Daniela Salustri e fatevi un’idea.

“Sono stata ricevuta dal Sindaco di Roma Virginia Raggi dopo la morte di mio figlio Riccardo, avvenuta all’interno del Parco della Madonnetta ad Acilia, una struttura fatiscente e pericolosa di proprietà del Comune di Roma, mai chiusa e messa in sicurezza. Potrei usare molti aggettivi per raccontare quell’incontro: formale, freddo, glaciale, senza empatia. Ma ci vorrebbe una grande penna, e io sono solo una madre che chiede giustizia“.

La signora Daniela è la mamma di Riccardo, morto a 16 anni ad Acilia, per scappare da un immigrato senza fissa dimora che lo stava inseguendo con una mannaia.  

La notizia non ha avuto troppo risalto sui giornali, ma al parco della Madonnetta, dove Riccardo Pica è morto d’infarto per scappare al clochard, la gente ha protestato in più occasioni nonostante le norme anti Covid. Ha manifestato, ha gridato, ha pianto, ha deposto fiori. Non è servito a nulla.

Alla fine la Raggi, ha ricevuto la signora Salustri in Campidoglio. Sapete in quanto tempo ha liquidato la “pratica Riccardo”? In centottanta secondi. Il tempo di un caffè al bar.

Daniela ha scritto un post terribile sull’incontro. Ha denunciato una disumanità di trattamento che lascia esterrefatti.

Tre minuti appena, nella quale la prima cittadina, a detta della mamma di Riccardo, non ha mostrato alcuna empatia.

Il clochard romeno continua a fare danni, impunito

Oggi Riccardo non c’è più. Ma il dato più sbalorditivo, a leggere l’ultimo post della mamma di Riccardo, è che l’immigrato irregolare vive ancora nella baracca del Parco della Madonnetta ad Acillia. Continua a minacciare chi passa a fare jogging. E ieri, la Polizia avrebbe perfino diffidato la signora Salustri dal segnalare l’uomo. Insomma, sarebbe diventata lei una minaccia per questo galantuomo.

Signora Raggi, nessuno l’ha costretta a fare il sindaco, nessuno la obbliga a ricandidarsi. Però una domanda se la ponga: si chieda se si è comportata nel migliore dei modi con la mamma di Riccardo. Si chieda, soprattutto, dove ha sbagliato. Ma, soprattutto, i romani si chiedano per l’ennesima volta come hanno fatto a votare una sindaca come lei.

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