La Regione Lazio a Niscemi dopo la frana: il Presidente Aurigemma chiede “Risorse subito”

Antonello Aurigemma

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A Niscemi, in Sicilia, dove le piogge hanno lasciato segni tangibili su strade, versanti e vite quotidiane, la politica ha scelto di farsi vedere da vicino. La sala del municipio è diventata, per qualche ora, il punto di incontro delle Assemblee legislative regionali: qui si è tenuta la Plenaria della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome. Non un passaggio protocollare, ma una scelta di campo: portare l’istituzione nel luogo dell’emergenza, non il contrario.

Aurigemma: “Istituzioni fuori dai palazzi, solidarietà che diventa impegno”

A imprimere la linea è stato Antonello Aurigemma, coordinatore della Conferenza e presidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha rivendicato il valore “concreto” della scelta: essere a Niscemi – ha spiegato – serve a ribadire che le istituzioni non possono limitarsi alla gestione formale dell’emergenza, ma devono “stare vicino ai cittadini” e portare il dossier ai livelli decisionali dove si sbloccano risorse e strumenti. La sua impostazione mette insieme due piani: risposta immediata agli sfollati e costruzione di un percorso nazionale di prevenzione.

L’emergenza: oltre 1.500 sfollati e una frana che cambia la geografia del rischio

Il contesto rende comprensibile la portata simbolica dell’iniziativa. Niscemi è alle prese con una frana di vaste dimensioni, innescata e aggravata dalle piogge intense, che ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le abitazioni e ha alimentato l’ipotesi di un ampliamento delle aree interdette. L’emergenza non è solo logistica: è sociale, perché incrocia tempi lunghi (messa in sicurezza, eventuali demolizioni, ricollocazioni) e tempi brevi (accoglienza, continuità scolastica, lavoro). Nel frattempo il Comune ha avviato anche un censimento delle case sfitte per dare risposte abitative rapide.

Dal soccorso alle regole: raccordo con Parlamento e UE, e un “tavolo” operativo

Il punto più politico del messaggio di Aurigemma riguarda la necessità di passare dalla reazione alla pianificazione: reperire risorse, certo, ma anche costruire norme e procedure che rendano i territori più resilienti a eventi meteorologici sempre più concentrati e violenti. In quest’ottica la Conferenza intende fare da cerniera con il Parlamento italiano e con il Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, per intercettare canali finanziari e rafforzare la capacità di spesa su prevenzione e protezione civile. Sul piano operativo, le cronache locali segnalano anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento interno alla Conferenza con rappresentanti di altre regioni insulari e meridionali, per seguire l’iter degli interventi.

Antonello Aurigemma
Antonello Aurigemma a Niscemi

Galvagno e la richiesta di “risposte certe”: ricostruzione, famiglie e attività produttive

Accanto al coordinatore, un ruolo centrale è stato attribuito a Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, che ha sostenuto la scelta di portare la plenaria in Sicilia come segnale di unità nazionale. Nel lessico istituzionale ricorre un’espressione chiave: “risposte certe”. Significa tempi chiari su contributi, misure per chi ha perso casa, sostegno alle attività economiche colpite e monitoraggio costante degli impegni annunciati. La Conferenza ha chiuso i lavori assicurando un presidio politico sull’avanzamento dei sostegni e sul coordinamento tra livelli di governo, per evitare che l’emergenza scivoli nel cono d’ombra dell’ordinaria amministrazione.

Antonello Aurigemma
Antonello Aurigemma a Niscemi