“La rissa no”. Così Michetti ha rotto la brutta consuetudine dei confronti politici (video)

Michetti lascia la rissa

«La rissa no»: Enrico Michetti saluta tutti e lascia il dibattito al Festival dell’Architettura. il candidato sindaco di centrodestra se ne è andato mentre era in corso un botta e risposta tra i due candidati Roberto Gualtieri e Carlo Calenda.

«È rissa, me ne vado»,  ha detto Enrico Michetti lasciando il palco della Casa dell’Architettura dove era in corso il primo confronto tra candidati alla guida del Campidoglio. E ha interrotto una brutta consuetudine di politica wrestling, dove lo scontro, la rissa, la degenerazione dei contenuti è all’ordine del giorno.

«Se si hanno cinque minuti per uno si rispettano le regole e ognuno esprime la sua posizione – ha poi spiegato ai cronisti prima di lasciare la Casa dell’Architettura – Se diventa un contraddittorio dal quale si è esclusi…».

Storace: “Bravo Michetti, lasciali starnazzare da soli”

Una scelta doverosa e di stile. Un gesto clamoroso che Francesco Storace, vicedirettore del Tempo, ha apprezzato. «A un candidato civico – ha scritto su Twitter – non si può chiedere di sopportare il pollaio tra Raggi, Gualtieri e Calenda. Mille volte bravo Michetti a lasciarli starnazzare da soli».

Nel suo intervento, Enrico Michetti ha provato a ragionare, ma non è stato possibile con gli altri candidati intenti a fare una baruffa continua.

Michetti lascia la rissa agli altri

“Nell’impero romano tutto era costruito in ragione del cittadino, i ponti, gli acquedotti, gli anfiteatri. Bisogna pacificare, serve dialogo, collaborazione, al centro c’è il destino del cittadino di Roma”. Così il candidato di centrodestra Enrico Michetti al primo confronto tra candidati sindaco della Capitale, promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia alla Casa dell’Architettura.

“C’è bisogno di semplificazione. Abbiamo un’amministrazione ostativa, serve un’amministrazione di servizio, pronta, che rispetta i tempi”, ha continuato. E ancora: «Il problema della governance è serio. Bisogna avviare un processo di decentramento amministrativo dal Campidoglio ai municipi che dovranno avere risorse sufficienti per governare i processi».