L’alleanza elettorale più breve della storia: Calenda schizza Letta e guarda a Renzi

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Sorpresa a sinistra: Calenda schizza Letta. “E’ la decisione più sofferta che ho preso da quando ho cominciato a fare politico. Ed è questo l’elemento che mi fa decidere, ho deciso di fare politica nel 2018 quando il Pd prese il minimo storico, e l’ho fatto per contrastare il populismo becero. Pensavo che il Pd fosse l’unico argine, poi il Pd ha preso una strada differente”. “Questa legislatura ha visto tutto il contrario di tutto, e due sono stati i punti di rottura. L’incapacità di trovare un nome diverso a Mattarella e l’ingnominia internazionale della caduta di Draghi”, dice Calenda. “A Letta ho detto che se avesse firmato un patto antitetico al nostro sarebbe stata una confusione totale. Ieri ho avuto la sensazione di un Pd in mezzo e tante altre forze, che dovevano essere Bonelli e Fratoianni, poi si sono aggiunti Di Maio e altri.

Calenda: non posso stare accanto a persone che hanno inquinato la politica italiana

Dal momento successivo al nostro accordo hanno attaccato l’agenda Draghi, ci doveva essere una coerenza di linguaggio che è saltata subito”. Lo dice Carlo Calenda, ospite di Rai tre. “A Letta avevo detto che non si poteva arrivare a bombardare l’agenda Draghi dal giorno dopo”, dice con riferimento alle forze di sinistra. “L”Italia ha bisogno di un grande partito socialdemocratico e liberale. Allora ho fatto un negoziato con Enrico Letta, ho detto, ‘cerchiamo di costruire una alternativa di governo, in fondo siamo simili, abbiamo la credibilità, facciamo un’Italia che non promette ma realizza. Mano a mano che si andava avanti si aggiungevano pezzi che stonavano – ricorda Calenda – e ora io mi trovo a fianco di persone che hanno votato 55 volte la sfiducia a Draghi, hanno inquinato la politica italiana per 4 anni.

Calenda: penso che ora parlerò con Renzi

Quindi mi sono perso, e due giorni fa sono andato da Enrico Letta e gli ho detto, ‘guarda, rinuncio ai collegi, prendi tu il 90% e io il 10%, ma facciamo un’alleanza netta, e costruiamo una alternativa di governo'”. Poi ha aggiunto: “Renzi non l’ho sentito, penso che ci parlerò, ma chiederò un passo di idealità molto forte. Non ho ricevuto nessun segnale da Renzi – aggiunge l’ex ministro dello sviluppo economico – da Italia viva negli ultimi due giorni ho ricevuto una quantità di contumelie mai ricevute prima. Comunque, da domani, costruiremo liste molto forti, e diremo agli italiani per la prima volta potete votare per e non contro”. Deboluccio: il ragazzino viziato si conferma tale.

Letta: l’unico alleato possibile di Calenda è solo Calenda

Allibito Enrico Letta: “Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta, commentando lo strappo di Carlo Calenda con i dem. “Carlo Calenda parla di onore. Onore è rispettare la parola data. Un accordo, una firma, una stretta di mano tra persone leali e serie: questo è onore. Il resto, compreso l’attacco alla destra e alla sinistra tutte uguali, è populismo. Populismo d’élite, ma pur sempre populismo”. Lo si legge sui canali social del partito democratico a corredo di un video con stralci delle dichiarazioni dello stesso Calenda e di Enrico Letta subito dopo l’accordo tra Pd e Azione/+Europa lo scorso 2 agosto.

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