Latina, l’impiegato non gli blocca la carta: “E io blocco te: ti spezzo”, 51enne dà in escandescenze e danneggia l’ufficio postale
“O mi blocchi la carta o io blocco te, per sempre: ti spezzo le ossa”. Era iniziata con una richiesta gentile, è finita con le minacce. E poi con il tentativo di metterle in pratica, osteggiato dal vetro che separava l’aggressore dall’addetto dell’ufficio postale. A rimetterci è stato proprio lo sportello, gravemente danneggiato dalla furia dell’uomo, in preda alla rabbia nel corso di un acceso diverbio con l’impiegato delle Poste. È successo a Latina, nel pomeriggio del 1° giugno.
“Blocca la carta o ti faccio male”
Protagonista della vicenda è un 51enne residente a Latina. L’uomo si era presentato in un ufficio postale del centro chiedendo il blocco di una carta prepagata ricaricabile che aveva smarrito. Qualcosa, però, non è andato come previsto. Di fronte al rifiuto dell’operatore di procedere immediatamente con la richiesta, la situazione è precipitata nel giro di pochi minuti. Il cliente avrebbe iniziato ad alzare la voce, per poi passare agli insulti e alle minacce.
In pochi minuti la tensione nell’ufficio postale è salita, con il 51enne che ha iniziato a dare in escandescenze, prendendosela con l’impiegato, a cui ha rivolto pesanti minacce. E, non riuscendo a picchiarlo, ha iniziato a tempestare di pugni il divisorio in plastica che separa il pubblico dal personale, danneggiandolo. La furia del 51enne ha provocato danni alla struttura e costretto gli operatori a interrompere temporaneamente l’attività dell’ufficio, con inevitabili disagi per gli utenti presenti in quel momento.
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L’arrivo dei carabinieri e la denuncia
L’allarme è scattato attraverso una segnalazione al 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Latina, che hanno ricostruito l’accaduto e identificato il responsabile. Al termine degli accertamenti, il 51enne è stato denunciato a piede libero con le accuse di minaccia a incaricato di pubblico servizio, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.