L’autore dell’omicidio di Parigi in contatto coi terroristi islamici: altro che disturbi psichiatrici…

polizia parigi

L’attentatore francese di origini iraniane che ieri sera ha ucciso una persona e ne ha ferite altre due nei pressi del ponte Bir-Hakeim, a Parigi, in precedenza aveva contatti con numerosi terroristi. Il Centro per l’analisi del terrorismo segnala a Le Figaro che Armand Rajabpour-Miyandoab aveva legami a con Abdoullakh Anzorov, l’assassino di Samuel Paty, il professore ucciso il 16 ottobre 2020 vicino alla scuola dove insegnava, a Conflans-Sainte-Honorine. L’attenatore, che era schedato S (ad alto rischio radicalizzazione), era collegato poi a Larossi Abbala , l’autore del duplice omicidio nel giugno 2016 degli agenti di polizia Jean-Baptiste Salvaing e della sua compagna Vanessa Schneider a Magnanville.

In contatto con feroci terroristi islamici

Come ha rivelato il Cat, il 16 marzo 2018 Rajabpour-Miyandoab aveva comunicato anche con Adel Kermiche, l’islamista che aveva assassinato padre Jacques Hamel, 85 anni. Quest’ultimo  sgozzato il 26 luglio 2016 dopo la messa davanti a tre suore e una coppia di parrocchiani. Secondo Le Parisien , l’attentatore di Bir-Hakeim annoverava Abbala tra i suoi amici su Facebook e avrebbe conversato con l’assassino di padre Hamel. Inoltre era in contatto con Maximilien Thibaut, jihadista francese partito per la Siria ed ex membro del gruppo Forsane Alizza. Questa cellula, sciolta nella primavera del 2012, sosteneva la jihad armata con l’obiettivo di “instaurare un califfato” in Francia. Arrestati intanto tre familiari di Armand Rajabpour-Miyandoab.

Il cordoglio di Meloni e Piantedosi

“Da parte mia e del governo italiano esprimo profondo cordoglio alla Francia per l’attentato dove una persona è stata uccisa e due sono rimaste ferite. Un pensiero sentito ai familiari e ai cari della vittima. L’Europa rimanga unita contro ogni forma di terrorismo”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Semplicemente confermano che l’attenzione che abbiamo messo in campo c’è e ci deve essere. Conferma l’episodio, dai primi riscontri e notizie, che è una minaccia molto insidiosa perchè non sempre compiutamente intercettabile. noi confidiamo sul nostro sistema tradizionale di prevenzione però l’attenzione deve rimanere alta”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in merito all’attentato di Parigi avvenuto ieri sera.

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