Lazio, altri 34 morti. E il Tar del Lazio: no ai medici di famiglia per i positivi

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Sono 27.354 i nuovi contagi di coronavirus in Italia resi noti oggi nel bollettino diffuso dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 504 morti, che portano il totale a 45.733 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 152.663 tamponi, molti di meno rispetto ad altri giorni. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.492, con un incremento di 70 unità. In ospedale, nel complesso, 32.536 persone (+489).

Lazio, sono 70mila i positivi

Sono 2.407 i nuovi contagi di coronavirus nel Lazio resi noti oggi nel bollettino diffuso dalla Regione Lazio. Da ieri ci sono stati  altri 34 morti. Nella regione sono 69.270 i casi attualmente positivi a Covid-19, di cui 3.099 ricoverati, a cui si aggiungono 278 pazienti in terapia intensiva e 65.893 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia, i guariti sono in totale 15.731, i decessi 1.680 e il totale dei casi esaminati è pari a 86.681.

L’ira della Regione per la sentenza del Tar

“I cittadini chiedono una cosa semplice: di poter parlare con il proprio medico di medicina generale e di avere, lì dove necessario, l’assistenza domiciliare. La sentenza del Tar del Lazio non tiene conto del mutato quadro della pandemia e del ruolo che devono avere anche i medici di medicina generale (Mmg) nel rafforzare la rete territoriale di assistenza. E’ un passo indietro rispetto al nuovo accordo nazionale sottoscritto dalle principali sigle dei medici di medicina generale e dal Ministro Speranza”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“Il Tar non tiene conto della pandemia”

“Pensare di suddividere – aggiunge – come fa il Tar l’assistenza domiciliare da Covid a non Covid destinando esclusivamente agli Mmg solo quest’ultima, non solo non tiene conto di un quadro di cronicità e pluripatologie presenti soprattutto nelle fasce di popolazione più anziana, ma tecnicamente significa non garantire alcuna assistenza domiciliare. Pensare di gestire gli oltre 600 mila in isolamento domiciliare in Italia e gli oltre 60 mila nel Lazio solo con le Unità mobili USCA-R vorrebbe dire avere a disposizione una platea di oltre 10 mila operatori, stante l’evoluzione della pandemia”.

Il Tar del Lazio accoglie le richieste dei sindacati medici

“Questo ovviamente non è né possibile e né praticabile – conclude D’Amato -. Ricorriamo in Consiglio di Stato affinché si possa sospendere la sentenza del Tar del Lazio. Rischia di bloccare l’assistenza domiciliare Covid creando un danno irreparabile in un momento in cui il servizio sanitario regionale sta combattendo una battaglia durissima per difendere Roma e il Lazio”. Dice il Tar: “L’affidamento ai Medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid” è in contrasto con la disciplina emergenziale attualmente in vigore. Lo ha stabilito il Tar del Lazio che ha in parte accolto il ricorso del Sindacato dei medici italiani contro alcune ordinanze e provvedimenti della Regione Lazio.

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