Lazio-Atalanta 2 a 2, i biancazzurri sprecano la fuga: due vantaggi buttati e Atalanta salva al 90’
L’andata della semifinale di Coppa Italia finisce 2-2 e lascia tutto aperto: la Lazio accarezza il colpo, l’Atalanta non muore mai. Serata particolare anche fuori dal campo: all’Olimpico si gioca senza tifosi, clima surreale e pressione che rimbalza tutta sul prato.
Primo tempo: Dea più “cattiva”, Lazio più attenta
L’avvio è nerazzurro: pressing alto, cross e un gol annullato a Krstovic per fuorigioco. La Lazio prende le misure e cresce col passare dei minuti, senza però trovare una vera “palla pulita” in area. L’episodio che può spostarla arriva dalla parte dell’Atalanta: Zappacosta centra la traversa e ricorda a tutti che basta un dettaglio per cambiare la notte.
Ripresa shock: Dele-Bashiru, poi Pasalic
Appena si riparte la Lazio trova il guizzo: Dele-Bashiru scappa in profondità dopo lo scambio centrale e firma l’1-0 (47’). L’Atalanta però reagisce da grande squadra: Samardzic rientra, Provedel respinge corto e Pasalic è il più rapido di tutti a mettere dentro l’1-1 (51’). È il classico momento in cui la partita diventa “senza cintura”.
Dia illude, Musah gela: il finale è un pugno nello stomaco
Sarri pesca dalla panchina e alza il volume: dentro Dia, e all’87’ l’attaccante ringrazia Nuno Tavares e punisce una dormita difensiva. Sembra fatta. Invece no: l’Atalanta si riversa avanti, Sulemana lavora da sinistra e Musah trova il 2-2 al 90’. Nel recupero sale anche la tensione: Hien ammonito, proteste e nervi scoperti.
Chi ha avuto ragione: Sarri o Palladino?
Tatticamente è stata una sfida a scacchi: Lazio 4-3-3 più prudente nel primo tempo e più verticale nella ripresa; Atalanta 3-4-2-1 pronta ad aggredire ma anche a soffrire quando la Lazio ha alzato i terzini. Il pareggio finale racconta due cose: i biancocelesti hanno ritrovato fiammate e cinismo, ma continuano a pagare caro il calo di attenzione nei minuti “pesanti”.
Ritorno: tutto apertissimo, e Bergamo sarà un’altra storia
Il 2-2 non dà certezze, ma promette una gara di ritorno elettrica. Si giocherà nella finestra di fine aprile, con la qualificazione in bilico e il margine d’errore vicino allo zero.
Classifica Serie A e forma Lazio: l’altalena che spiega tutto
In campionato, dopo 27 giornate, la Lazio è 11ª con 34 punti: pochi gol fatti e quasi perfetta parità tra reti segnate e subite, fotografia di una squadra spesso “di controllo” ma non abbastanza cattiva negli ultimi metri. In testa l’Inter, poi Milan e Napoli. Nelle ultime uscite la Lazio alterna lampi e frenate: un paio di stop pesanti, qualche pareggio che non sposta, e quella sensazione ricorrente di restare a metà strada tra ambizione e realtà.