Lazio, finale da incubo all’Olimpico: l’Inter ringrazia per gli errori e si prende la Coppa Italia

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La Lazio perde 2-0 contro l’Inter nella finale di Coppa Italia Frecciarossa del 13 maggio 2026 e vede sfumare il trofeo nella notte dell’Olimpico. Ai nerazzurri basta un primo tempo cinico: autorete di Marusic al 14’, poi raddoppio di Lautaro Martinez al 35’. L’Inter alza così la decima Coppa Italia della sua storia, completando il “doblete” dopo lo scudetto già conquistato in campionato.

Marusic e Tavares, due errori pesantissimi

La finale si incanala subito nella direzione peggiore per la squadra di Sarri. Al 14’ Dimarco calcia l’ennesimo corner velenoso, Thuram sfiora e Marusic, nel tentativo di liberare, colpisce male di testa infilando il proprio portiere. È il gol che cambia la partita. Al 35’ arriva il secondo regalo: Nuno Tavares si fa strappare palla da Dumfries, l’olandese serve Lautaro e il capitano interista appoggia in rete il 2-0.

Inter padrona, Lazio troppo timida

L’Inter non ha avuto bisogno di forzare. La squadra di Chivu ha gestito possesso, ritmo e campo con maturità, lasciando alla Lazio soltanto qualche fiammata. Nel primo tempo i biancocelesti sono apparsi bloccati, lunghi, quasi impauriti dalla pressione nerazzurra. L’unico vero squillo prima dell’intervallo è arrivato con Isaksen, vicino al gol al 44’. Troppo poco, però, per rimettere in discussione una finale già pesantemente indirizzata.

La reazione arriva, ma troppo tardi

Nella ripresa la Lazio prova almeno a riaprire la partita. Noslin sfiora il gol con un destro a giro ravvicinato al 60’, poi Dia spreca la grande occasione al 75’, trovando davanti a sé un intervento decisivo di Martinez. Sono le due chance che avrebbero potuto cambiare il finale. Ma la Lazio non riesce mai a trasformare la pressione in assedio vero. L’Inter, pur concedendo qualcosa, resta compatta e lucida.

Il nervosismo finale e la resa

Il finale racconta anche la frustrazione biancoceleste. Dopo un duro intervento di Pedro su Dimarco nasce un parapiglia che porta a quattro ammonizioni: Zaccagni, Pedro, Barella e Dimarco. È il segnale di una Lazio ormai fuori dalla partita più con i nervi che con le gambe. Nei cinque minuti di recupero l’Inter fa scorrere il cronometro senza affanni. La Coppa prende la strada di Milano.

Il peso sulla classifica e sull’Europa

La sconfitta pesa anche fuori dalla notte dell’Olimpico. In Serie A, dopo 36 giornate, l’Inter è prima a 85 punti, davanti a Napoli a 70, Juventus a 68, Milan e Roma a 67. La Lazio è nona con 51 punti, dietro anche a Bologna e Atalanta. Vincere la Coppa avrebbe offerto ai biancocelesti una strada diretta verso l’Europa League; perdendola, resta soltanto il percorso più complicato del campionato.

Analisi: la differenza è stata mentale

La chiave della partita non è solo tecnica, ma mentale. L’Inter ha giocato da squadra abituata a vincere: corta, fredda, feroce negli episodi. La Lazio invece ha pagato insicurezza, errori individuali e poca incisività negli ultimi metri. Sarri ha provato a cambiare con Rovella, Cancellieri, Dia, Lazzari e Pedro, ma la partita era già scivolata via. L’Inter ha colpito quando doveva. La Lazio ha reagito quando era ormai tardi.