Lazio, la rivolta dei tifosi: “Domenica restiamo fuori dall’Olimpico”. Venduti solo 200 biglietti
Roma, nelle ultime ore, tra i canali social del tifo organizzato biancazzurro e il passaparola che serpeggia in città, l’indicazione è una sola: non andare allo stadio Olimpico per la prossima partita di domenica. L’effetto si vedrebbe già nei numeri: per Lazio-Genoa di venerdì 30 gennaio (ore 20:45), a quanto filtra dalle cronache, i biglietti venduti sarebbero appena 200, un dato che racconta più di mille comunicati: la protesta si sta trasformando in comportamento collettivo. E quando la Curva “si sfila”, l’immagine pesa quanto il risultato.
La miccia: dallo “sciopero” annunciato allo scontro con il club
Qui non si parla di semplice mugugno: siamo al livello dello strappo politico-sportivo. La società, infatti, ha risposto con una nota durissima contro gli appelli a disertare lo stadio, parlando di “atto grave” e arrivando a evocare conseguenze e segnalazioni alle autorità. Tradotto: il confronto non è più solo emotivo, è diventato un braccio di ferro di sistema. E in mezzo ci finisce la squadra, che dovrebbe nutrirsi di energia e si ritrova, invece, davanti lo spettro di un Olimpico “muto”.
Il campo spiega (quasi) tutto: risultati, scosse e una classifica che non scalda
A rendere credibile la protesta è l’andamento: la Lazio è 9ª con 29 punti, in una zona che non è crisi nera ma nemmeno prospettiva europea, quella che l’ambiente considera “minimo sindacale”. L’ultima è uno 0-0 a Lecce, preceduto da una mazzata interna pesante (0-3 col Como) e da un filotto di gare dove la continuità è stata un miraggio (pareggi, vittorie di misura, poca produzione offensiva nei momenti chiave). Non a caso, il paradosso è che in trasferta la passione si è vista eccome, mentre a casa monta la contestazione.
Il crescendo: Genoa come spartiacque, poi Juventus e Atalanta per capire “chi è” la Lazio
Ecco perché Lazio-Genoa non è più solo la 23ª di campionato: è un test di tenuta dell’ambiente. Perché dopo arrivano Juventus-Lazio (8 febbraio), la parentesi di Coppa Italia a Bologna (11 febbraio) e poi Lazio-Atalanta (15 febbraio): una sequenza che può riaprire ambizioni o certificare una stagione da “galleggiamento”. Se l’Olimpico si svuota davvero nei settori popolari, il messaggio sarà inequivocabile: non è solo il risultato che si contesta, ma la traiettoria. E a quel punto, ogni palla pesa il doppio.