Lazio-Napoli 0-2, all’Olimpico i biancocelesti crollano: il 2026 parte malissimo per le due romane
Roma, pioggia sull’Olimpico, coreografia speciale per i 126 anni della Lazio e atmosfera da grande evento: il copione, però, lo scrive il Napoli. Prima del via, minuto di raccoglimento per le vittime della tragedia di Crans-Montana; poi, sul campo, gli azzurri prendono la partita e non la mollano più. Finisce 0-2, con fischi e mugugni a salutare i biancocelesti: non il modo in cui Sarri voleva inaugurare l’anno nuovo.
Politano telecomanda: Spinazzola colpisce, Rrahmani raddoppia
Il Napoli spinge soprattutto sulla corsia destra e trova subito la crepa: al 13’ il cross di Politano pesca Spinazzola sul lato opposto, inserimento perfetto e piatto per lo 0-1. La Lazio avrebbe l’occasione per rimetterla in carreggiata, ma Noslin spreca il regalo di Rrahmani. E così arriva lo schiaffo del 2-0: al 32’ punizione “scodellata” da Politano e incornata di Rrahmani, con controllo VAR e rete convalidata.
Il gol che accende le polemiche
Sul raddoppio, oltre alla precisione del Napoli, resta il tema arbitrale: la punizione da cui nasce l’azione viene contestata e in rete rimbalza l’eterna domanda “perché il VAR non interviene?”. Il punto è proprio questo: il protocollo consente al VAR di verificare fuorigioco e dinamiche “da gol”, ma non di correggere l’eventuale valutazione iniziale del fallo che porta al piazzato. Un dettaglio tecnico che, in giornate così tese, pesa come un macigno.
Secondo tempo: traversa Lazio, poi solo nervi (e cartellini)
Nella ripresa i biancocelesti provano ad alzare il baricentro, ma il Napoli controlla e sfiora anche il tris (Elmas aveva già colpito una traversa nel primo tempo). La Lazio ci crede davvero solo nel finale: punizione di Pedro e Guendouzi, di testa, stampa la traversa. Poi la partita deraglia: Noslin, già ammonito, entra da dietro e viene espulso all’81’. All’87’ scoppia la rissa: Marusic e Mazzocchi alle mani, doppio rosso. Sipario su una domenica storta.
La tegola Neres: Conte festeggia, ma guarda l’infermeria
Nel pomeriggio quasi perfetto del Napoli c’è anche una smorfia: Neres esce dolorante dopo un problema alla caviglia, aiutato dallo staff. Conte incassa una vittoria “pesante” e una prestazione matura, ma aspetta aggiornamenti sulle condizioni dell’esterno, perché la corsa lassù non concede pause né rotazioni improvvisate. Intanto l’inerzia del match racconta una cosa semplice: il Napoli è entrato in campo con un piano chiaro e l’ha eseguito, insistendo sempre sul lato forte e costringendo la Lazio a rincorrere.
Classifica provvisoria: Napoli secondo, scudetto sempre più “compresso”
Il 2-0 dell’Olimpico vale un passo enorme: Napoli secondo in classifica e a ridosso della vetta, con la parte alta che resta cortissima e pronta a cambiare volto a ogni turno. Davanti e dietro ci sono distacchi minimi, e questo significa che una vittoria “esterna” contro una rivale diretta pesa doppio: punti, autostima e scontro diretto in tasca. Per la Lazio, invece, è un inciampo che rischia di far perdere contatto proprio con quel gruppetto che vale l’Europa.
Che Lazio è oggi: buona tenuta, ma pochi gol e poca continuità
La fotografia dei biancocelesti continua a essere quella di una squadra capace di tenere il campo, ma non sempre di incendiarlo. Il possesso c’è, le catene laterali funzionano a tratti, però la produzione offensiva rimane intermittente: si arriva spesso al limite senza la cattiveria necessaria per chiudere l’azione. E quando non segni, ogni dettaglio diventa un problema: un piazzato difeso male, una disattenzione, un episodio disciplinare. La sensazione è che alla Lazio manchi ancora quel “salto emotivo” che trasforma le buone prestazioni in serie di risultati.
E la Roma? Più su, ma non serena: la differenza, oggi, è tutta nei “momenti”
Il paragone cittadino pizzica sempre, soprattutto dopo una sconfitta così nervosa. La Roma sta davanti e vive un campionato più “alto”, ma non è immune dalle turbolenze: anche lì l’umore cambia in fretta, perché quando la classifica è corta basta un passo falso per riaprire discussioni e ansie. La differenza, oggi, è che ai giallorossi riesce più spesso di portare a casa i punti anche nelle giornate non brillanti; la Lazio, invece, quando si inceppa finisce per complicarsi la vita da sola. E finché all’Olimpico si chiude tra rossi, risse e traversa della speranza, il derby della Capitale lo vince chi sbaglia meno.