Lazio, nessuna svolta all’Olimpico: il Parma la inchioda sull’1-1 e la corsa europea torna a tremare
La Lazio non cade all’Olimpico di Roma, ma quasi peggio: si ferma. All’Olimpico finisce 1-1 contro il Parma, in una serata che doveva confermare la risalita dei biancocelesti e invece riapre dubbi, nervi e rimpianti. Delprato porta avanti gli emiliani al quarto d’ora, Noslin rimette in piedi la partita nella ripresa, ma il forcing finale non basta per completare la rimonta. Il risultato lascia un sapore amaro soprattutto ai biancocelesti, che avevano l’occasione di dare continuità piena alla loro rincorsa.
Olimpico freddo, Lazio tiepida
La serata era già particolare prima del calcio d’inizio: il Corriere dello Sport ha segnalato una Curva Nord di nuovo pressoché deserta per protesta, e l’atmosfera non è sembrata quella delle grandi notti. In campo, la squadra di Sarri ha confermato per larghi tratti quella stessa temperatura emotiva: possesso, tentativi di palleggio, ma poca ferocia vera negli ultimi venti metri. Il Parma, invece, ha avuto il merito di leggere subito la partita: linee strette, ritmo spezzato, ripartenze pulite e grande disciplina.
Il lampo di Delprato e il primo allarme
La Lazio aveva iniziato anche con discreta intenzione, ma è bastato il primo episodio sporco per cambiare il copione. Sul calcio piazzato che genera confusione in area, Delprato è il più rapido e il più feroce: raccoglie il rimpallo e punisce Motta. Da lì in poi la Lazio si è fatta più prevedibile. Ha protestato per un contatto tra Maldini e Circati, ha cercato sbocchi centrali senza trovare crepe, e ha rischiato grosso prima dell’intervallo, quando Motta ha tenuto in vita i suoi con una gran parata su Valeri.
La partita cambia con le corsie e con la panchina
Il secondo tempo ha mostrato una Lazio diversa soprattutto nell’intenzione. Più aggressiva, più alta, meno bloccata. Ma la vera svolta è arrivata dalle scelte di Sarri. Gli ingressi hanno alzato ritmo e ampiezza: Lazzari ha dato spinta, Noslin ha dato imprevedibilità. Ed è proprio l’olandese a firmare l’1-1, con una giocata personale conclusa da un tiro deviato che spiazza Suzuki. È il simbolo perfetto della ripresa biancoceleste: non una manovra impeccabile, ma più coraggio, più gamba, più fame.
Perché questo 1-1 lascia più rabbia che sollievo
Il punto evita il tracollo, ma non cancella la sensazione di un’occasione persa. La Lazio ha avuto più campo nella ripresa, ha chiuso il Parma nella propria metà campo per lunghi tratti e nel finale ha anche acceso proteste e tensioni. Però il dato vero è che, contro una squadra arrivata all’Olimpico per difendersi e ripartire, i biancocelesti hanno prodotto troppo tardi. La reazione c’è stata, la continuità dentro i novanta minuti no. E in primavera, quando la classifica chiede precisione, pagare un tempo di ritardo è un lusso che non puoi concederti.
Classifica: Lazio ottava, ma il weekend può peggiorare
La fotografia aggiornata nella serata del 4 aprile dice questo: Lazio ottava con 44 punti in 31 partite, Parma dodicesimo a quota 35. Davanti ai biancocelesti ci sono Atalanta a 50, Roma e Juventus a 54, Como a 57; dietro, Bologna e Sassuolo inseguono a 42, ma i rossoblù hanno una partita in meno e giocheranno domenica contro la Cremonese. Tradotto: la Lazio resta per ora davanti ad alcune rivali dirette, ma il margine è fragilissimo e la corsa europea è tutt’altro che rimessa in carreggiata.
Lo stato di forma della Lazio: segnali veri, ma ancora incompleti
Il pareggio interrompe una mini-striscia che aveva riacceso entusiasmo. Prima del Parma, infatti, la Lazio veniva da tre vittorie consecutive in campionato: 2-1 al Sassuolo, 1-0 al Milan e 2-0 a Bologna, dopo il ko di Torino. Nelle ultime cinque giornate il bottino è di 10 punti, quindi la ripresa esiste e non va negata. Però questa squadra continua a dare l’impressione di accendersi più per ondate che per dominio stabile. Quando trova resistenza posizionale, fatica ancora a trasformare il controllo in occasioni nitide.
Il calendario non aspetta: adesso arrivano due esami pesanti
Ed è questo il punto che più deve preoccupare Sarri. Dopo questo 1-1, il calendario mette davanti alla Lazio una trasferta a Firenze il 13 aprile e poi la visita al Napoli il 18 aprile. Due curve vere, due partite che diranno se quella biancoceleste è davvero una rincorsa europea oppure solo una fiammata intermittente. Anche il Parma, intanto, non può distrarsi: il prossimo impegno sarà in casa contro il Napoli. Per entrambe, insomma, il pareggio dell’Olimpico non chiude nulla. Rimanda tutto. E per la Lazio, forse, è proprio questo il problema.