Lazio, stop alle ricette mediche valide 6 mesi: visite ed esami a rischio, “Così si spingono i cittadini verso il privato”

ricetta medica

Mancano solo 15 giorni, poi nel Lazio le “vecchie” ricette mediche perderanno la loro validità così come l’abbiamo conosciuta finora. Non ci saranno più sei mesi di tempo per prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici, ma solo pochi giorni. Scaduto quel termine, la prestazione non potrà più essere effettuata con la Asl: resterà solo la strada della sanità privata oppure, se il medico di famiglia lo riterrà opportuno, la richiesta di una nuova prescrizione.

Dal 1° febbraio, infatti, la validità delle prescrizioni cambia durata. La Regione Lazio archivia i 180 giorni e introduce scadenze più brevi, legate alla classe di urgenza clinica indicata dal medico.

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Come cambiano le scadenze delle ricette nel Lazio

Per le prescrizioni urgenti, contrassegnate dalla lettera U, la visita o l’esame dovrebbero essere eseguiti entro 72 ore. Finora, però, la ricetta restava valida sei mesi. Dal 1° febbraio, il tempo massimo per prenotare scende a 10 giorni: o si agisce subito, oppure la prescrizione scade.

Le prescrizioni brevi, sigla B, indicano una necessità clinica da soddisfare entro 10 giorni. Anche qui cambia tutto: la validità passa da 180 a 20 giorni. Il medico avrà l’obbligo di informare chiaramente il paziente sulla nuova scadenza e sull’urgenza di contattare il CUP senza perdere tempo.

Per le prescrizioni differite (D), la visita dovrebbe avvenire entro 30 giorni e gli esami entro 60. Con le nuove regole, la ricetta varrà 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami diagnostici. Le prestazioni programmabili, sigla P, finora avevano una validità di sei mesi. Dal 1° febbraio, invece, sarà necessario prenotare entro 130 giorni invece di 180. Una linea che, però, non convince tutti.

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La polemica politica: l’attacco del M5S

“Il Presidente e Assessore alla Sanità del Lazio Francesco Rocca ha scelto di complicare la vita a chi già si muove con difficoltà nel servizio sanitario pubblico regionale. Dal 1° febbraio le ricette non avranno più una validità di sei mesi, ma scadranno prima in base alla classe d’urgenza”, attacca Adriano Zuccalà, capogruppo M5S alla Regione Lazio.

“Un sistema che avrebbe senso se tutto funzionasse alla perfezione – prosegue Zuccalà – e se le visite e gli esami fossero davvero prenotabili nei tempi previsti. Ma la realtà è un’altra: l’88% delle prestazioni non viene eseguito entro i termini stabiliti. Il risultato sarà una valanga di ricette scadute e cittadini costretti a tornare dal medico per farsene rifare un’altra”.

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“Così si spinge verso la sanità privata”

Il consigliere pentastellato incalza: “Mi domando se Rocca governi il Lazio reale o una realtà parallela in cui basta dire che le liste d’attesa sono sparite per farle sparire davvero. Questa scelta creerà confusione, richieste continue di nuove prescrizioni, medici e cittadini esasperati. O forse è un modo per spingere ancora di più verso la sanità privata, dove le ricette non servono e le visite si fanno in 24 ore, pagando”.

Zuccalà chiude con un appello diretto alla Giunta regionale: “Chiediamo un passo indietro e un impegno concreto per rafforzare la sanità pubblica, garantendo l’accesso alle cure a tutti, non solo a chi può permettersele”.