Lazio umiliata all’Olimpico: il Como di Fabregas fa show (0-3) e manda Sarri nel panico

Lazio - Como 0 a 3

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La notte dell’Olimpico comincia come un incubo e finisce come una sentenza: Lazio-Como 0-3, con i biancocelesti travolti dal palleggio e dalla personalità della squadra di Cesc Fabregas. Nemmeno il tempo di sistemarsi in tribuna che i lariani piazzano la zampata: al 2’ Martin Baturina colpisce e mette subito la partita in discesa. La Lazio, invece, resta ferma, quasi sorpresa dalla velocità e dalla fame degli ospiti.

Baturina inventa, Nico Paz punisce: 0-2 senza appello

Il Como non si limita a difendere il vantaggio: domina, costruisce, accelera quando vuole. Al 24’ arriva il raddoppio, firmato da Nico Paz, che conferma di avere il piede caldo e la testa lucida del leader. La Lazio prova una reazione a sprazzi, ma è troppo poco e troppo tardi: l’occasione più nitida arriva nel finale di tempo, quando Zaccagni sfiora il gol e Butez risponde presente. Nel mezzo, c’è solo Como.

Il rigore parato non basta: la ripresa è un colpo di grazia

Prima dell’intervallo Nico Paz si fa anche parare un rigore da Provedel: un lampo d’orgoglio che potrebbe riaprire tutto. Potrebbe. Perché a inizio ripresa l’argentino si riprende la scena e chiude i conti: al 49’ trova la doppietta con una giocata di qualità, liberata da un colpo di tacco geniale di Baturina. Sullo 0-3, la Lazio scompare definitivamente e Provedel evita un passivo più pesante su Da Cunha.

Como “da Europa”: numeri e personalità da grande

Fabregas esce dall’Olimpico con una vittoria che vale più di tre punti: è un manifesto. Questo Como segna da sei gare consecutive in Serie A e, soprattutto, è diventato una macchina equilibrata: porta inviolata in 10 partite su 21, meglio ha fatto solo l’Inter (11). E poi i dettagli che raccontano dominio: 757 passaggi completati, record stagionale in una singola gara. Non è solo entusiasmo: è identità. E il sesto posto, dopo una serata così, si consolida con forza.

La Lazio oggi: troppi pareggi, poca ferocia

Per la Lazio il problema non è solo il risultato, ma l’inerzia. La squadra vive una stagione di alti e bassi e la classifica la fotografa in modo impietoso: metà campionato giocato con un bilancio “da equilibrio”, ma senza quello scatto cattivo che serve per stare agganciati alle grandi. Pochi gol, un ritmo spesso compassato e troppe partite in cui il possesso resta sterile. Nelle ultime settimane la sensazione è chiara: quando l’avversario alza i giri, la Lazio fatica a reggere l’urto.

Classifica e momento: l’Europa si allontana

Il ko con il Como pesa perché arriva in uno scontro diretto e perché scava un solco psicologico. Davanti, il gruppo che lotta per le posizioni europee corre forte: ogni passo falso rischia di diventare una condanna. La Lazio si ritrova nel mucchio, costretta a rincorrere, con la pressione che aumenta partita dopo partita. E quando perdi 0-3 in casa, senza mai dare l’impressione di poterla davvero rimettere in piedi, l’allarme non è solo tecnico: è mentale.

Il confronto con la Roma fa ancora più male

E inevitabilmente, nella capitale, lo sguardo va anche dall’altra parte del Tevere. La Roma oggi appare più continua, più concreta, più “affamata”: porta a casa risultati pesanti e mantiene una direzione chiara. La Lazio, al contrario, sembra vivere di fiammate e frenate, incapace di infilare una striscia lunga che possa cambiare il volto della stagione. Nel derby morale di gennaio, una squadra dà l’idea di essere in corsa, l’altra di dover ricostruire certezze in fretta.