Lazio, vittoria da brividi: Marusic al 92’ stende il Sassuolo
All’Olimpico di Roma, lunedì 9 marzo, la Lazio si riprende una partita che sembrava destinata a spegnersi sull’1-1 e batte 2-1 il Sassuolo con un colpo di testa di Marusic al 90’+2. Decisivo l’errore in uscita di Muric sul cross di Cancellieri: un regalo enorme, ma anche il premio a una Lazio che nel finale aveva spinto con più convinzione. È una vittoria sporca, sofferta, nervosa, ma di quelle che possono lasciare traccia.
Maldini lampo, poi il Sassuolo rialza la testa
La gara si era accesa subito. Dopo appena due minuti Isaksen aveva strappato il match con una progressione devastante, costringendo Muric alla respinta corta e aprendo a Daniel Maldini la strada dell’1-0. Sembrava l’inizio ideale per una serata finalmente serena, invece la Lazio non ha trovato il colpo del ko e il Sassuolo è rientrato dentro la partita con personalità. Al 35’ Laurienté ha firmato l’1-1 con un destro feroce sotto l’incrocio, chiudendo una bella combinazione con Thorstvedt.
Motta tiene in piedi tutto, poi la panchina cambia l’inerzia
Il punto chiave della serata sta proprio lì: nel momento in cui il Sassuolo sembrava più pulito, più lucido, persino più vicino al sorpasso, la Lazio non è crollata. Motta ha tenuto aperta la gara con interventi pesanti, soprattutto nella ripresa, quando Laurienté e Doig hanno sfiorato il colpo grosso. Poi Sarri ha trovato risposte dalla panchina: Cancellieri ha dato gamba e coraggio, Pedro ha alzato il tasso tecnico, e proprio da Cancellieri è nato il pallone che ha consegnato a Marusic il 2-1 della liberazione.
La vera lettura: una Lazio imperfetta, ma viva
La Lazio non ha giocato una partita perfetta, anzi. Ha mostrato ancora una volta fragilità nella gestione dei ritmi, ha perso fluidità dopo il vantaggio e ha sofferto il palleggio neroverde. Però stavolta, a differenza di altre serate, non si è consegnata all’inerzia. Ha continuato a restare lì, dentro la partita, anche dopo l’uscita di Cataldi e dopo un tratto in cui il Sassuolo sembrava più organizzato. Questo successo racconta una squadra ancora incompleta, ma non rassegnata: ed è forse la notizia migliore per Sarri.
Classifica: tre punti che pesano, eccome
Il successo ha un effetto immediato anche sulla classifica. La scheda ufficiale della Lega Serie A colloca ora la Lazio al 10° posto e il Sassuolo al 9°; i portali live aggiornati a fine gara assegnano ai biancocelesti 37 punti contro i 38 dei neroverdi, con l’Udinese dietro a 36. In alto, la 28ª giornata lascia invariata la lotta di vertice: Inter capolista a 67, Milan a 60, Napoli a 56, poi Como e Roma a 51, Juventus a 50 e Atalanta a 46. La Lazio non è rientrata davvero in Europa, ma ha rimesso il naso nella scia giusta.
Lo stato di forma: più sollievo che svolta, ma il segnale è forte
Questo è il punto più interessante. Prima del fischio d’inizio, la Lazio arrivava da una sola vittoria nelle precedenti cinque giornate di Serie A e addirittura da 313 minuti senza segnare in campionato, dall’8 febbraio contro la Juventus. In mezzo c’erano lo 0-0 di Cagliari, il 2-0 subito a Torino e il 2-2 con l’Atalanta nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Ecco perché questo 2-1 vale molto più di tre punti: interrompe una piccola deriva, restituisce gol, fiducia e un minimo di respiro a un gruppo che ne aveva bisogno disperato.
Adesso arriva la verità: Milan e Bologna diranno tutto
La sensazione, però, è che questa vittoria sia solo un bivio. La Lazio ha rimesso insieme carattere e risultato, ma per parlare davvero di rilancio serve continuità. Il calendario non aiuta: il prossimo turno propone Lazio-Milan il 15 marzo, poi la trasferta di Bologna il 22. Due gare pesanti, due test che misureranno la reale temperatura della squadra di Sarri. Se i biancocelesti sapranno portarsi dentro lo spirito dell’ultimo assalto di stasera, allora questo colpo di testa di Marusic potrà diventare qualcosa di più di un semplice gol al 92’.