Le cinque mosse del professor Alessandro Orsini per ristabilire la pace in Ucraina
I titoli accademici di Alessandro Orsini non si possono discutere. E’ esperto di terrorismo, interno e internazionale, professore universitario alla prestigiosa università Luiss, autore ed editorialista di molti importanti quotidiani, non solo italiani e molto altro ancora. Ultimamente ha acuistato grande visibilità peri suoi interventi nei cosiddetti Talk-show televisivi, con opinioni spesso controcorrente sulla tragedia ucraina. Oggi in un intervento sul Fatto Quotidiano, propone al governo Draghi, che non gli è molto simpatico, conque mosse per far finire la guerra in Ucraina e ristabilire la pace. Notiamo che i cinque punti sono esposti con molta moderazione rispetto ad altre sue dichiarazioni sull’argomento delle settimane scorse, come se avesse fatto un riassunto delle sue opinioni.
Ecco le cinque mosse che dovrebbe fare Draghi
1 – “(Draghi) ribadita la condanna dell’invazione russa, dovrebbe creare una rottura momentanea in seno all’Unione europea (rompere non è fuoriuscire) e riconoscere che il blocco occidentale ha commesso alcuni errori”. Su questo non c’è da discutire, è innegabile. Lascia perplessi la strategia da seguire, tiepdia e forse anceh ambigua.
Dare a Putin ciò che vuole
2 – “(Sempre Draghi) dovrebbe dirsi disponibile al riconoscimento del Donbass e della Crimea (rendersi disponibile non significa riconoscere)”. Qui cominciamo a non seguire più il professore: il governo dovrebbe dire che vuole riconoscere i territori filo-russi ma poi in realtà non riconoscerli? Ci sembra un rimedio peggiore del male. O li si riconosce o non li si riconosce.
Orsini: non armi ma ospedali
3 – “(Draghi) dovrebbe risparmiare milioni di euro per le armi all’Ucraina e utilizzare quei soldi per costruire (con la compartecipazione del Vaticano) due grandi ospedali per i civili ucraini mutilati dalla guerra. Il primo per i bambini e il secondo per gli adulti”. Orsini suggerisce anche dove costruirli, in Italia settentrionale, e il nome da dare, Madre Ucraina e Gesù di Mariupol, in modo, dice, “da saldare il movimento pacifica laico con quello cattolico”. Aspettando la risposta del Vaticano, ci chiediamo se tali strutture non converrebbe costruirle in Ucraina, atteso che la guerra non durerà per sempre, come tutte le guerre della storia umana.
Orsini vuole che torni la guerra fredda?
4 – “Il governo Draghi dovrebbe annunciare che, una volta terminata la guerra in Ucraina, si impegnerà a fare ciò che Kennedy e Krusciov fecero dopo la crisi del missili del 1962. Ovvero aumentare il livello di fiducia tra Ue e Russia attraverso la creazione di una nuova istituzione denominata Consiglio russo-europeo per la difesa della pace”. E qui il professore sbaglia in pieno, perché la sua giovane età non gli fa ricordare ciò che avvenne in quegli anni. Un anno dopo, infatti, Kennedy fu assassinato, da uno che, guarda caso, aveva avuto stretti rapporti con l’Unione Sovietica. Inoltre dal 1962 in poi imperversò sul pianeta la cosiddetta guerra fredda, con il suo carico di tensione, di ostilità, di vittime. Altro che Consiglio russo-europeo. E anche adesso, crediamo che l’Occidente non si fiderà per anni della Russia, e viceversa.
Ue armata o disarmata?
5 – “Il governo Draghi dovrebbe annunciare di voler costruire una Ue sempre meno armata e amica della Russia. E assicurare che si opporrà a qualunque tenttivo di espansione della Nato ai confini russi, a partire dalla Georgia”. Veramente ci sembra, e dovrebbe sembrare anche al professore, che la Ue deve essere sempre più armata per fare fronte ai nemico esterni, che si sono fatti avanti proprio perché l’Europa era ed è impotente, come si è dimostrato. Insomma, buone intenzioni ma metodi del tutto sbagliati e incongrui, oltre a clamorosi abbagli di valutazione.