Le Fiamme Gialle scoprono in un capannone clandestini e lavoratori in nero. Altri 16 in Puglia

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I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito un controllo all’interno di un capannone a Budrio, sede di 4 ditte individuali. Delle quali 3 sconosciute al fisco, gestite da imprenditori di origine asiatica e operanti nel settore manifatturiero tessile, riscontrando l’impiego di lavoratori irregolari e di clandestini, in un precario contesto igienico-sanitario e di sicurezza. All’interno del locale di circa 1000 metri quadri, le Fiamme Gialle della Tenenza di Molinella e del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna, congiuntamente all’Ausl di Bologna, alla Polizia Locale di Budrio e con il successivo intervento sul luogo dei Vigili del Fuoco di Budrio, hanno sorpreso 20 soggetti, originari della Repubblica Popolare Cinese, intenti a lavorare sulle macchine da cucire.

Oltre ai clandestini, anche lavoratori in nero

Poi 13 impiegati sono risultati senza regolare contratto di lavoro, ossia completamente “in nero” e, tra di essi, 10 erano sprovvisti di documentazione attestante la loro “regolare” presenza e permanenza sul territorio nazionale. Per tale motivo uno degli imprenditori  deferito all’A.G. felsinea per impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno e per favoreggiamento della presenza di clandestini nel territorio dello Stato. I 10 clandestini, in seguito alle attività tecniche di “foto segnalamento”, effettuate presso la Compagnia Carabinieri di Molinella, deferiti anch’essi all’A.G. Per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e per loro emessi dalla Questura di Bologna provvedimenti di espulsione, a firma del Prefetto e del Questore, con il conseguente ordine di lasciare il territorio nazionale.

Maxi-sanzione per il lavoro nero

Le irregolarità hanno comportato anche l’applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale”. Nonché la contestazione della c.d. “Maxi-sanzione per lavoro nero”, variabile da un minimo di 27.000,00 euro a un massimo di 162.000,00 euro. Dai rilievi effettuati sono emerse anche gravi violazioni in materia di sicurezza e igiene dei posti di lavoro. E anche violazioni della normativa antincendio e di quella edilizia, violazioni plurime che hanno comportato l’adozione di appositi provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Oltre che di inagibilità dell’intera area,con obbligo di ripristino dello stato dei luoghi e delle cose.

Altri 16 lavoratori i nero scoperti in Puglia

Inoltre sedici lavoratori in nero individuati durante i controlli svolti dalla Guardia di Finanza di Taranto nel capoluogo di provincia. E anche nei comuni di Carosino, Faggiano, Leporano, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico e Statte. Le Fiamme Gialle stanno svolgendo approfondimenti finalizzati a verificare la regolarità dell’assunzione di altri 56 lavoratori. Il Reparto ha effettuato, inoltre, numerosi accertamenti in materia di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi telematici (scontrini e ricevute fiscali). Che hanno portato alla constatazione di numerose violazioni. Tra le quali l’omessa installazione del misuratore fiscale e la mancata accettazione del pagamento a mezzo Pos.

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