“Le occupazioni a scuola? Basta con questi riti stanchi guarda caso sotto Natale…”

righi scuola occupata (2)

Le occupazioni delle scuole? “Un’inutile perdita di tempo a scapito della maggioranza degli studenti”. Non usa mezzi termini il presidente dell’Associazione nazionale Presidi di Roma, Mario Rusconi nel bocciare le occupazioni studentesche che si ripropongono annualmente alla vigilia delle vacanze di Natale. “Con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie ecco riproporsi, soprattutto a Roma, il rito stanco delle occupazioni scolastiche. Che non hanno mai risolto nulla se non far perdere inutilmente giornate di scuola a quella stramaggioranza di studenti a cui non interessa proprio questo tipo di contestazione – sottolinea Rusconi all’Adnkronos -.

Una minoranza di studenti si impone alla maggioranza

E’ sempre una minoranza di studenti che in maniera molto poco democratica e con arroganza rispetto al più elementare dei principi democratici, in cui è la maggioranza che decide, occupa le scuole magari anche nottetempo. A nostro parere sembrano prove tecniche di chi vuol prepararsi una prospettiva politica più che ragionare concretamente sui problemi che affliggono il mondo della scuola”. Inoltre, prosegue Rusconi, “superate le giornate di presidio degli edifici la lista dei danni alle strutture, agli arredi, alle strumentazioni è sempre molto lunga. Dispendiosa e ovviamente a carico della collettività. Di questi tempi poi con l’aumentare dei contagi Covid questa ulteriore preoccupazione assilla, giustamente, presidi e insegnanti per via degli assembramenti incontrollati all’interno degli edifici scolastici”.

Meglio un confronto pubblico che una occupazione

“Per ragionare sui problemi veri della scuola – evidenzia – e non ad esempio su quelli del Pnrr che ancora non si conosce. Invece propongo un incontro pubblico (da trasmettere anche via social) tra una rappresentanza di noi dirigenti scolastici, dei rappresentanti degli Enti Locali. E una rappresentanza degli studenti romani per parlare, confrontarci e dibattere sulle problematiche scolastiche e sulla scuola del futuro che vorremmo. Un incontro propositivo con idee realizzabili da proporre ai politici e agli amministratori piuttosto che sterili slogan che lasciano il tempo che trova”.

Le istituzioni diano risposte agli studenti

Infine, conclude Rusconi, “le istituzioni che presiedono vari aspetti della scuola, mi riferisco al Ministero dell’Istruzione, agli enti Locali, alle regioni, ai comuni, alle province, alle città metropolitane, devono dare risposte. Soprattutto in relazione alle loro specifiche competenze. Servizi, sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici. Dimostrando così di avere realisticamente a cuore le condizioni non solo ambientali in cui vivono gran parte della loro giornata i nostri studenti”.

Per approfondire